Fruncillo: “Dopo i tagli in sanità e nel sociale, ridare fiducia e speranza”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AvellinoToday

Da Ines Fruncillo, candidata per Forza Italia alle elezioni regionali riceviamo: "​Ho colto con vivo interesse i quesiti che, qualche giorno fa, l’U.N.C.I. (Unione Nazionale Cooperative Italiane) ha posto a tutti i candidati che concorrono per il Consiglio Regionale della Campania.

Il sociale, la sanità, l’assistenza alle fasce deboli, la riqualificazione dei servizi, argomentazioni di grande spessore che meriterebbero sicuramente tempi e spazi maggiori. Sono stati anni durissimi sia per i cittadini di questa Provincia che per quelli delle altre province campane, ma  le ragioni dei sacrifici che ci sono stati richiesti trovano fondamento nella drammatica situazione debitoria in cui versava la Regione Campania, situazione che è esplosa nel 2009 (con una Regione di centro-sinistra) quando il Sistema Sanitario Regionale ha rischiato di collassare, con un debito consolidato di 853 milioni di euro. Tale situazione portò al commissariamento del Sistema Sanitario Regionale, con tutte le conseguenze che i cittadini ben conoscono. Il piano di risanamento posto in atto è stato lungo e pesante e, come se non bastasse, ai tagli compiuti dalla struttura commissariale si sono aggiunti quelli previsti dalla spending review. Ora, a seguito della lunga e complessa attività posta in essere dal governo regionale in questi cinque anni, possiamo finalmente dire di essere fuori all’emergenza e tale affermazione ci consente di guardare  avanti, di ritornare a programmare per restituire ai cittadini di questa provincia una sanità e un sistema di welfare efficace ed efficiente. La prima ristrutturazione è quella che deve riguardare l’assistenza territoriale e tutti i servizi che ad essa si collegano: in questo contesto l’assistenza domiciliare deve essere il perno su cui far ruotare tutto il sistema dell’assistenza sanitaria insieme ad una fattiva integrazione con i servizi sociali dei comuni. Le cure domiciliari (vale a dire il  complesso di trattamenti medici, infermieristici e riabilitativi), se compiutamente erogate, conducono a risultati significativi perché consentono al malato, al disabile, di essere curato nel suo ambiente domestico, assicurando,  allo stesso tempo, alle famiglie,  un grandissimo aiuto perché sollevate da pesanti incombenze allorquando in casa vi è un malato bisognoso di cura e assistenza continua. Un  forte impulso va dato anche alle politiche socio-sanitarie:  il Piano di Azione Coesione 2013-2015, prettamente predicato ai servizi di cura all’infanzia e agli anziani non autosufficienti, prevede risorse economiche da affidare agli Ambiti/Distretti socio-sanitari e socio-assistenziali. Si tratta di risorse importanti (per il triennio 2013-2015 sono stati stanziati complessivamente  730 milioni di euro) che, purtroppo, vengono male utilizzate o non utilizzate affatto dai Comuni riuniti in Ambito, i quali non riescono a mettere in campo progetti. Per evitare che questi fondi vadano persi, non sarebbe sbagliato, a mio avviso, che la titolarità e disponibilità dei fondi facesse capo direttamente al “terzo settore” (cooperative sociali, associazioni di volontariato, ONLUS, ecc.), che spesso dimostrano di avere capacità progettuali molto più incisive e concludenti delle stesse amministrazioni  comunali le quali, il più delle volte, difettano delle professionalità adeguate per sviluppare un piano di azione efficace. Lo Stato e la Regione ci mettono a disposizioni molte risorse, ms bisogna saperle intercettare ed utilizzare. Il Piano Sociale Regionale 2013-2015 persegue scopi importanti e ambiziosi: in esso sono contemplate  le azioni più disparate, che vanno dagli interventi di sostegno economico a favore delle donne sole con figli, agli interventi contro l’abuso e il maltrattamento dei minori, alle politiche per la disabilità, la domiciliarità e la  non autosufficienza, fino alle politiche di contrasto alla povertà. A  marzo di quest’anno la Conferenza Unificata Stato-Regioni ha approvato, per il 2015,  il piano di riparto del Fondo per le non autosufficienze (33.111.000 € per la Campania) e del Fondo nazionale per le politiche sociali (per la Campania ci sono 28.236.584,73 €.). Una parte di questi fondi è destinata anche agli Ambiti Territoriali (Piani di Zona) della nostra Provincia. Bisognerà mettere in campo le progettualità migliori e ritengo che costituire una sinergia tra terzo settore e organismi rappresentativi dei Piani di Zona sia lo strumento migliore e più efficace per dare una destinazione sicura ai fondi, così si potrà raggiungere il duplice scopo di dare risposte concrete ai bisogni delle famiglie e delle classi deboli  creando, nel contempo,  occupazione che consentirebbe ai nostri di giovani di avere più fiducia nel futuro.

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