De Conciliis: "De Mita farà una pennichella sotto la coperta di De Luca"

Il papà Luigi (che non c'è più) nel 1975 fu eletto con il Msi, 40 anni dopo a 35 anni ci riprova il figlio Ettore: "mi piace pensare che dal cielo mi stia guardando e illuminando"

Una candidatura inaspettata. Quella di Ettore de Conciliis tra le fila di Fratelli d’Italia nessuno se la sarebbe aspettata. Il vero “uomo di destra” quando chiamato alle armi risponde senza batter ciglio. E il buon Ettore, consigliere provinciale fino a qualche anno fa riparte.

Strano gioco del destino, lui spera con lo stesso risultato, questa candidatura si intreccia per numeri con quella del papà Luigi, stimato professionista della città che oggi non c’è più. Nel 1975, in un partito considerato piccolo, il Movimento Sociale Italiano, il padre trentenne si candidò e fu eletto al consiglio regionale della Campania.

Oggi, 40 anni dopo, a 35 anni, io sono candidato alla stessa carica elettiva. Tante cose sono cambiate, come è cambiata la politica e la società. Mio padre non c'è più, ma con commozione mi piace pensare che dal cielo mi stia guardando e illuminando, che sorrida nel vedere che nel simbolo del mio Partito, anche se piccina, c'è la stessa fiamma” dice Ettore. Ha da poco terminato l’aperitivo con i giornalisti. De Conciliis si diversifica dalla massa anche per questo. E’ attorniato dai ragazzi della Gioventù Nazionale della città di Avellino.

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“Il nostro intento è portare più Destra Sociale al Governo della Regione Campania, perché ovunque c'è sofferenza, bisogno o disagio è là che la politica è stata insufficiente”. Sarà una campagna elettorale di contatto Saremo presenti dovunque”. Non manca la stoccata all'Udc: “ sono felice di sapere che De Mita e i suoi seguaci abbiano inteso consumare questa pennichella sotto la coperta di Enzo De Luca. Siamo più liberi noi di poter guardare al futuro mentre gli altri sono ancora intenti a fare romantiche nostalgie di un tempo passato che non c’è più e che rappresenta, per altro, pagine ancora oscure della storia del Paese e sicuramente pagine non prolifiche nella storia dell’economia di questa provincia”.

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