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Elezioni, il PD incontra la cittadinanza irpina: "Facciamo campagna elettorale tra e con la gente"

I candidati irpini alla Camera e al Senato del Partito Democratico hanno tenuto un incontro all'ex Carcere Borbonico per esporre idee, proposte e punti programmatici in vista dell’importante appuntamento con le urne

Presso la Sala Blu dell'ex Carcere Borbonico di Avellino, si è svolto l’incontro dal titolo “Scegli. L’Irpinia” promosso dalla federazione provinciale del Partito Democratico d’Irpinia nell’ambito della campagna elettorale per le Politiche del 25 settembre prossimo.

I candidati irpini del Partito Democratico hanno incontrato la città capoluogo per esporre idee, proposte e punti programmatici in vista dell’importante appuntamento con le urne.

Elezioni, il PD incontra la cittadinanza all'ex Carcere Borbonico: le immagini

Petracca: "I più giovani non sanno neanche chi sia Rotondi, votare la destra al Sud significa farlo contro se stessi"

"La competizione si è fortemente personalizzata con l'avversario del centrodestra? Lui mi rimprovera di averla personalizzata, io ho semplicemente raccontato un episodio" afferma Maurizio Petracca, candidato nel collegio uninominale di Avellino alla Camera dei Deputati, riferendosi a Gianfranco Rotondi. "Ovviamente, essendo incontrovertibile il fatto, non vi possono essere azioni conseguenti per contestare quello che è stato detto. Il mio avversario politico non esiste da trent'anni in questa provincia, non si è mai occupato dell'Irpinia, i più giovani di me non sanno neanche chi sia. Da un lato, il PD ha candidato una classe dirigente che rappresenta l'Irpinia; dall'altro lato, c'è gente che, a detta loro, rappresentano segnaposto e che si fa scudo dei leader. Il PD è l'unico partito che non ha il nome del suo leader sul simbolo, semplicemente perché noi agiamo come una comunità, facciamo la campagna elettorale tra la gente e con la gente. Tutti gli altri sono nascosti, arriva il leader e fanno la passerella dietro di lui. Oltretutto, apro i social e noto che il mio avversario parla con un computer, evidentemente ha difficoltà a trovare qualcuno con cui interloquire". 

A sostenere la coalizione ci saranno i Popolari: "Sono nel centrosinistra da sempre, non mi sembra una novità. Tutto quel mondo che è partito dalla DC e che è confluito poi nella Margherita, di cui ho fatto anch'io parte, per tutti si è concluso all'interno del PD. C'è stata qualche distinzione negli anni: ho provato anch'io, insieme a tanti altri, di costituire un movimento moderato ma, con questa legge elettorale, è impossibile. Oggi, noi votiamo per un terzo del Parlamento, costituito esclusivamente da collegi uninominali che saranno destinati o al centrosinistra, o alla destra. Votare la destra al Sud significa votare contro se stessi, contro i suoi figli e contro i suoi nipoti. Basterebbe leggere il programma della Lega o di Fratelli d'Italia per rendersene conto: non c'è una parola sul Mezzogiorno. L'unica cosa che riappare nel programma della Lega è la legge sull'autonomia differenziata, con il criterio della spesa storica: significa che nei servizi, ad esempio nella sanità, un cittadino dell'Irpinia vale un euro, uno del Veneto ne vale cento".

Sulla nomina di Angelo Antonio D'Agostino a nuovo responsabile del dipartimento Innovazione e Sviluppo di Forza Italia e su un eventuale appoggio di Livio Petitto e Gianluca Festa al centrodestra, Petracca ironizza: "Devo dire che FI, come sempre, qualifica una classe dirigente di rilievo con grandi competenze e lo dimostra anche in questa tornata. Per quanto riguarda Petitto e Festa, non mi sembra che siano del PD: del resto, il mio collega al Consiglio Regionale Petitto, lo scorso 22 agosto, con una tempistica perfetta, all'atto della presentazione delle liste ha dichiarato di aver consegnato la tessera del partito. Ognuno va dove lo porta il cuore. Per me era arcinoto che la maggioranza di Festa è di centrodestra: chi non l'ha visto, probabilmente, era miope. In tutte le tornate elettorali, si sono mossi contro il PD. E non è un inciucio, è un fatto noto a tutti".

D'Amelio: "Abbiamo un radicamento vero sui territori, le migliori orecchie quelle delle donne e dei giovani"

"La campagna elettorale è entrata nel vivo, ma abbiamo un dato che deve continuare a preoccuparci, e non mi riferisco solo al PD: ancora oggi, oltre il 40% afferma di non aver scelto o che non va a votare" sentenzia Rosetta D'Amelio, ex Presidente del Consiglio Regionale della Campania e candidata alla Camera dei Deputati nel collegio plurinominale Avellino-Salerno. "Rischiamo che la metà della popolazione non esprima il proprio voto e che chiunque vinca rappresenti una marginalità. Ma sono comunque ottimista perché, al di là dei sondaggi, abbiamo un radicamento vero sui territori. La stragrande maggioranza delle amministrazioni comunali sul territorio della provincia di Avellino sono di centrosinistra e credo che, se gli amministratori raggiungono le proprie comunità, il rapporto diventerà sempre più forte".

"Stiamo incontrando diverse categorie sociali, siamo il partito che fa più iniziative sul territorio" continua la D'Amelio. "Devo dire che le orecchie più sensibili sono quelle delle donne e delle giovani generazioni che hanno una straordinaria sensibilità. La cosa che più mi preoccupa non è l'idea che se dovesse vincere la destra ritornerebbe il fascismo: fortunatamente, siamo un Paese maturo e abbiamo una solidità democratica forte. Tuttavia, sul terreno dei diritti, torneremmo indietro di cinquant'anni: basta vedere, in queste ore, i dibattiti riguardanti la legge sull'interruzione della gravidanza. Addirittura, con tanta spregiudicatezza, si parla di 'cimitero dei feti' senza il parere della donna. Non si è fatta la legge sul decreto Zan. Non si è votato sulla doppia preferenza. Una società non è democratica se arretra sui diritti".

Lengua: "Dobbiamo convincere gli indecisi a votare il Sud e, soprattutto, l'Irpinia"

"Con l'incontro di oggi vogliamo lasciare, innanzitutto, un messaggio e una sollecitazione: quella di concentrare le energie in queste ultime due settimane decisive" conclude Caterina Lengua, sindaco di Cervinara e candidata alla Camera dei Deputati nel collegio plurinominale Avellino-Salerno. "Lo scenario che va profilandosi deve richiamare tutti alla responsabilità e all'impegno e, soprattutto, dobbiamo farlo con la consapevolezza che, proprio dal Mezzogiorno, e ancor più dall'Irpinia, deve arrivare un'iniziativa forte, un impulso. Ciò che oggi i sondaggi ci consegnano, e cioè la vittoria della destra, non deve essere vissuto come un destino ineluttabile contro cui è inutile combattere. Anzi, dobbiamo impiegare ogni sforzo per evitare questo scenario. La destra ha già annunciato di voler rimodulare il PNRR e vuole farlo con il chiaro intento di ridistribuire il 40% delle risorse destinate al Mezzogiorno. Dobbiamo convincere gli indecisi a votare il Sud e, soprattutto, l'Irpinia".

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