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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
Elezioni

Elezioni, De Luca: "La campagna elettorale più sgangherata di sempre sta per concludersi"

Le parole del Presidente della Regione Campania nel corso del consueto appuntamento con la videodiretta del venerdì pomeriggio: "Ci siamo trovati obbligati a fare una campagna elettorale ad agosto. Già questa è una mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini"

Nel corso del consueto appuntamento con la videodiretta del venerdì pomeriggio, il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha tracciato il punto della situazione sulle misure economiche e sociali varate dal governo regionale per contrastare l’inflazione e sulle prospettive per il nostro Paese dopo le elezioni di domenica prossima 25 settembre.

"Ci siamo trovati a fare una campagna elettorale ad agosto: già questa è una mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini"

"Va concludendosi la campagna elettorale più sgangherata che io abbia mai conosciuto o visto" afferma il Governatore. "Abbiamo una legge elettorale demenziale, nessuna forza politica è stata in grado di approvare una legge decente, proporzionale, con una sorta di sbarramento alla tedesca: chi aveva meno del 7% se ne stava a casa. E invece siamo obbligati a fare coalizioni, più o meno coerenti. Un'altra misura demenziale, intrapresa su iniziativa dei 5 Stelle, è la riduzione dei parlamentari, in un clima di totale demagogia. Abbiamo dei collegi elettorali di cui i cittadini, in nove casi su dieci, non sanno neanche chi sono i candidati. Imbecillità pura. Ci siamo trovati obbligati a fare una campagna elettorale ad agosto: già questa è una mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini".

La Meloni? Esempio di sdoppiamento di personalità. Consiglio ai miei concittadini di fare attenzione"

Una battuta sul leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni: "Un esempio di sdoppiamento di personalità, o anche di comunicazione. Una campagna di spot televisivi e manifesti molto gradevoli e rassicuranti. Un'immagine da Marilyn Monroe. Poi, quando va nei territori, si passa da Marilyn Monroe a Sora Ciocioni, con aggressività e falsificazione di dati. Ho incontrato, nel corso della mia carriera politica, tanti esponenti della destra storica: a Napoli, ho avuto modo di conoscere Antonio Rastrelli, presidente della Regione tanti anni fa, un galantuomo, una persona per bene. A Salerno ho conosciuto Nino Colucci, un parlamentare molto ironico che, tuttavia, quando si trattava di difendere gli interessi della città, era sempre disponibile e riusciva a distinguere i valori e i rapporti umani dalla politica. Gli esponenti della destra di oggi sono degli squinternati: un misto di ciucciaggine e arroganza. Non mi permetterei mai di offendere il lavoro di Rastrelli, quello che invece ha detto Meloni a Caserta sulla sanità campana è vergognoso. O è di un'ignoranza totale, o di un'aggressività intollerabile".

La Meloni, secondo De Luca, non è pericolosa per il fascismo: "Ha ribadito che la sua posizione nei confronti delle vaccinazioni è che ognuno può fare quello che vuole. Ma stiamo scherzando? Se avessimo seguito questa linea in Campania, avremmo contato migliaia di morti. Ancora oggi, siamo all'irresponsabilità totale. Propone di riformare lo Stato italiano da sola. Parliamo di cose delicate, della struttura della vita democratica del nostro Paese. Mica possiamo affrontare questi problemi ad capocchiam, sempre con demagogia? La Meloni, almeno in questa settimana, è uscita al naturale. Sarei per consigliare ai nostri concittadini di fare attenzione: ogni tanto c'è qualche infatuazione per qualche personaggio, si gonfiano i palloncini, poi dopo dieci mesi si sgonfiano".

"Calenda? C'era bisogno di fare gli schifiltosi?"

Il Presidente della Regione Campania ne ha da dire anche per Carlo Calenda: "Non ha voluto comporre una coalizione di centrosinistra perché ha detto che non intendeva stare insieme con quelli che non condividevano posizioni nette. Bravo. Dopodiché, qual è la proposta politica? Dopo le elezioni, dobbiamo stare insieme tutti quanti. Ma sono cose sconcertanti. Per fare la coalizione che avrebbe reso credibile l'alternativa di governo, non va bene il fatto che vi sia Fratoianni. Non vuole stare insieme con il Movimento 5 Stelle e i Verdi, poi dopo le elezioni mettiamoci tutti insieme. E c'era bisogno di fare gli schifiltosi?".

"Conte? Lo vedo girare l'Italia come se fosse un turista per caso"

Duro anche l'attacco nei confronti dell'ex premier e leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte: "Siamo di fronte a un mix di trasformismo e truffa politica mediatica. Innanzitutto, i 5 Stelle hanno governato per tutti e quattro gli anni con Lega, PD, Forza Italia, Draghi. E per tre di questi quattro anni il Presidente del Consiglio è stato Conte. Lo vedo girare l'Italia come se fosse un turista, come uno se fosse capitato qui per caso, come un martire dell'agenda sociale, per ricostruire una verginità politica che non ha. Dopo la scissione con Di Maio, i 5 Stelle hanno preferito rompere tutto, in quanto stavano verificando di essere in una crisi elettorale drammatica. Dunque, hanno fatto una scelta cinica, ma lucida: rompiamo tutto e torniamo a fare demagogia come dieci anni. Ciò dopo aver governato per quattro anni. Siamo pazzi. L'Italia è un Paese che ha la memoria corta perché, in un'altra nazione, qualcuno avrebbe detto loro di rendere conto dei quattro anni di governo e del fatto che, fino a tre mesi fa, hai votato tutti i provvedimenti di Draghi".

"Reddito di cittadinanza? Centinaia di milioni di euro buttati a mare per fare clientela politica e che vengono sottratti a chi è povero davvero"

La truffa politica mediatica di cui De Luca parla è relativa al reddito di cittadinanza: "Il PD ha sbagliato, in questi anni, a non chiarire la posizione in merito. Conte la presenta come una misura essenziale di contrasto alla povertà ma, quando si è approvato il reddito di cittadinanza, era stato presentato come una misura per avviare i giovani al lavoro. Poi, ci è stato raccontato che il reddito deve servire anche a contrastare la povertà, perché i due terzi dei percettori non possono andare a lavorare, in quanto inabili al lavoro. Una misura di contrasto alla povertà esisteva già ed è il cosiddetto 'reddito di inclusione' introdotto dal governo Gentiloni. Sicuramente, andava rafforzata dopo il Covid, ma bisogna dire cose chiare. Regalare uno stipendio a chi non ha voglia di lavorare è un'altra cosa. In Italia, nel 2021, sono state effettuate 107mila revoche. In Campania, secondo dati INPS del 2021, sono risultati 18mila percettori del reddito di cittadinanza, senza che ne avessero diritto. Queste persone, ovviamente, hanno intascato i soldi e non li restituiranno più. Stiamo parlando di centinaia di milioni di euro buttati a mare per fare clientela politica e che vengono sottratti a chi è povero davvero".

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