Domenica, 1 Agosto 2021
Elezioni

Monteforte verso il voto, Del Mastro e De Sapio spiegano la propria esclusione

De Sapio e Del Mastro hanno preferito tirarsi fuori dalla competizione non prima però di aver cercato un dialogo programmatico e politico per affrontare questa particolare competizione elettorale

Presentate le liste per la compezione elettorale, non mancano le sorprese. Giuseppe Del Mastro e Rosa De Sapio assessori attuali del candidato sindaco Antonio de Stefano e non ricandidati spiegano tramite un comunicato che riportiamo integralmente.

"La continuità amministrativa del Gruppo di maggioranza, anche se condizionata da una crisi economica- finanziara, può essere assicurata dal completamento della squadra attingendo nuove energie dalla società civile, dal mondo giovanile, dal variegato mondo dell’impegno associativo...

Questo era il comunicato stampa, scritto a metà marzo e mai pubblicato, che riproponeva De Stefano alla guida del governo di Monteforte Irpino alle elezioni amministrative del 5 giugno 2016.

Da marzo è iniziata la campagna acquisti del De Stefano per rafforzare la sua squadra. Egli, in piena “autonomia”, ha trovato i fuoriclasse e con decreto sindacale li ha proposti ai suoi consiglieri. Il più dei suoi prescelti sono dei giovani purosangue, ricchi di esperienza amministrativa, trasmessa loro geneticamente da un genitore. 

Il sindaco De Stefano ha bisogno di loro per contrastare Giordano e De Falco, anche loro candidati sindaci, il primo per “volere del popolo” il secondo figlio della “protesta telematica”.

Il Sig. De Stefano, “ubriacato” dalla carica di Sindaco, non si è risparmiato  nella ricerca di nuove energie ed ha preparato un cocktail, forte al punto che gli è scoppiato mentre lo preparava, ed ha dimenticato che  mettere in campo una squadra senza un modulo di gioco e ancor più senza “amalgama” non è di un allenatore esperto o di un capitano “navigato”. 

Questi sono stati i dubbi espressi da De Sapio (assessore comunale) , Del Mastro (assessore comunale), De Falco e Piciocchi (presidente del Consiglio Comunale); questo è il motivo per cui si sono rifiutati di sottoscrivere l’adesione alla lista, che vede candidato sindaco De Stefano.De Sapio e Del Mastro hanno preferito tirarsi fuori dalla competizione non prima però di aver cercato un dialogo programmatico e politico per affrontare questa particolare competizione elettorale, e costituire una squadra coesa, capace di essere operativa e risolutiva rispetto ai gravi problemi dell’Ente. Essi saranno critici spettatori, curiosi ed attenti osservatori di quello che sapranno propagandare e trasmettere i “nuovi” e “meno nuovi” protagonisti della competizione elettorale 2016.De Sapio e Del Mastro sperano di essere spettatori di un confronto pubblico dei tre candidati sindaci, pronti a spiegare, in modo esaustivo, il loro programma di governo della comunità di Monteforte e in che modo pensano di assolvere agli impegni che hanno sottoscritto;

De Sapio e Del Mastro sperano di essere spettatori di un pubblico confronto dove il “nuovo” espliciterà, senza suggeritore nel gobbo, perché hanno scelto di candidarsi e cosa pensano di fare per migliorare il nostro paese;

De Sapio e Del Mastro sperano di poter ascoltare dai rappresentanti locali del PD, cronici censori,  ed incapaci, da sempre ,di comporre una loro squadra per governare Monteforte, il loro” vero” programma.  Il programma del PD  è quello sottoscritto dal Sig. Siricio candidato nella lista di De Stefano sindaco, o quello sottoscritto dal Sig. Della Bella ed altri, inseriti nella lista del Sig Giordano dal segretario del PD, nipote del candidato Sindaco?  Il PD ha forse prodotto due programmi per avere maggiori possibilità di uscire vincitore da questa competizione elettorale? 

Aristotele ha ragione di rivoltarsi nella tomba. Il termine politica risale a Lui ed allora significava amministrare la “polis” per il bene di tutti. Negli ultimi anni la politica è andata via via trasformandosi, includendo come soggetto la società civile. A Monteforte stiamo vivendo un’eccezione: il nascondersi dei partiti sotto la bandiera del civismo non per amministrate per il bene di tutti ma per aspirazione al potere."

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