Regionali, Bochicchio (M5S): "Pronti a rinfrescare la memoria a chi ha governato per 10 anni"

"Sul fronte “acqua” la nostra posizione è chiara da tempo: gestione pubblica e riequilibrio, anche finanziario, tra i territori"

Il Movimento 5 Stelle si prepara ad affrontare la campagna elettorale in vista delle Regionali campane del 20 e 21 settembre. La candidata alla presidenza sarà Valeria Ciarambino. I quattro candidati irpini al consiglio regionale, invece, saranno, Vincenzo Ciampi, Maura Sarno, Generoso Testa e Carmen Bochicchio. E proprio quest'ultima ha risposto alle domande di Avellino Today

Lei, recentemente, ha puntato l’indice contro l’operato di Caldoro; soprattutto per quanto riguarda i tagli a Sanità e Trasporti in Irpinia. Quali sono, secondo lei, i passaggi imprescindibili per migliorare questi due importantissimi settori per questo territorio?

"Guardi, nessuno punta l’indice contro nessuno. Sono fatti politici incontrovertibili. Mi sono limitata a ricordare al candidato di centrodestra quanto le scelte assunte nel corso del suo governo abbiano danneggiato l’Irpinia in particolare sul fronte della sanità e dei trasporti. E’ stata la sua giunta a decidere che l’ospedale “Di Guglielmo” di Bisaccia dovesse essere declassato a struttura polifunzionale per la salute e privato del pronto soccorso, così come è stato il suo assessore al ramo a chiudere di fatto la stazione ferroviaria del capoluogo e a sospendere la tratta Avellino-Lioni-Rocchetta. Stare in lock-down per 5 anni all’opposizione di De Luca non riuscirà a cancellare queste decisioni. Gli irpini non dimenticano. Il Movimento 5 Stelle non dimentica. Siamo pronti a rinfrescare la memoria a chi ha governato la Campania negli ultimi 10 anni e a lanciare le nostre proposte. Sul “Di Guglielmo”, ad esempio, ci sono 25 sindaci che chiedono di intavolare una riflessione e mai come in questo caso la politica deve sedersi, ascoltare e confrontarsi. Sul nosocomio “Landolfi” di Solofra, invece, anch’esso depotenziato e senza P.S., occorre agire in fretta e garantirne il funzionamento. Non si può lasciare scoperto un bacino di 250mila residenti tra l’Irpinia e il salernitano. Questo per la nostra provincia, ma il discorso riguarda l’intera Campania e, in particolare, quei pezzi di regione privati dei presidi ospedalieri. Occorre mettere mano ad una rete di assistenza territoriale capillare, di prossimità, che garantisca il diritto alla cura e alla salute dei cittadini, abbattere le liste d’attesa, ridisegnare i confini delle visite “intra moenia” e valorizzare il personale medico-infermieristico che, ad esempio, ha dato una grandissima prova nell’emergenza sanitaria da Covid-19. Poi c’è il capitolo “trasporti” che si lega a quello della mobilità, delle infrastrutture materiali e dello sviluppo delle aree interne. Serve una visione programmatica di ampio respiro e di lungo periodo che contrasti la difficoltà di spostamento sul territorio irpino che ha le sue peculiarità climatiche e orografiche. Da un lato va assolutamente implementato il trasporto su ferro, finora sacrificato a vantaggio di quello su gomma, dall’altro devono essere assicurati i collegamenti dalla provincia al capoluogo e viceversa per studenti e pendolari. Creare un sistema efficiente ed efficace di servizi ai cittadini è la precondizione per avviare un ragionamento sulle politiche dell’occupazione e sul ripopolamento delle nostre zone. L’Irpinia deve trovare spazio nell’agenda politica regionale". 

Non ha mai nascosto la sua posizione fortemente critica nei confronti del Piano Energia e Ambiente della Regione Campania. Può descriverci meglio la proposta di legge del M5S in materia di Reddito Energetico regionale e perché, quest’ultima, segnerebbe una svolta in positivo?

"Nessuna critica, solo un’attenzione particolare alle politiche energetiche che in Alta Irpinia e non solo – penso alla Valle del Fortore – hanno ricadute importanti dal punto di vista dell’impatto ambientale. Il Piano, nella versione aggiornata di luglio, conferma le nostre preoccupazioni rispetto alla massiccia presenza di impianti eolici sul Formicoso, uno dei più grandi granai del Mezzogiorno. La Campania è la terza regione italiana dopo Puglia e Sicilia con maggiore potenza installata e il 90% degli impianti si trovano tra Irpinia e Sannio. Non c’è una regolamentazione chiara e ciò incide su territori con particolare vocazione produttiva, generando un effetto di saturazione e di sfruttamento intensivo. La nostra proposta di legge in materia di Reddito Energetico regionale, a prima firma di Vincenzo Viglione, favorisce la realizzazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili presso le abitazioni dei singoli nuclei familiari, i quali possono poi cedere i quantitativi prodotti in più ad altri nuclei attraverso scambio sul posto, realizzando in questo modo l'obiettivo di sostenere anche famiglie che potrebbero avere più difficoltà nel realizzare un impianto, per esempio, fotovoltaico. La scelta di incentivare e di sostenere interventi di tipo diffuso presso gli edifici, i condomini o comunque presso le singole abitazioni è orientata ad ottenere l'autosufficienza energetica dei fabbricati, sfruttando anche misure come il super-bonus del Governo per l'efficientamento degli edifici. In questo modo ci sarà minore richiesta energetica da impianti posti a distanza e di grandi dimensioni".

La gestione dell’acqua è una delle principali questioni mosse dal M5S. In Irpinia, questa, rimane ancora una delle più insormontabili problematiche. Lei, in caso di elezione, sarebbe disposta a promettere un approvvigionamento costante e una riqualificazione totale delle reti per evitare sprechi d’acqua?

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"Promettere non è un’azione politica che appartiene a me e al Movimento 5 Stelle. Piuttosto mi piace parlare di impegno nel senso di presa in carico delle questioni per trovare soluzioni. Sul fronte “acqua” la nostra posizione è chiara da tempo: gestione pubblica e riequilibrio, anche finanziario, tra i territori. Le sorgenti di Caposele, Cassano, Montella e Conza formano il più grande bacino idrografico del Sud. L’Irpinia dona il suo oro blu ad altre province e regioni, eppure molte comunità in estate restano a secco a causa di guasti delle condotte o sospensioni programmate per carenza idrica. Proprio in questi giorni la rottura di una adduttrice importante ha lasciato a bocca asciutta circa una cinquantina di Comuni tra le province di Avellino e Benevento, mentre per riparazioni il 31 luglio è previsto uno stop alla centrale di Cassano che comporterà una sospensione dell'erogazione per circa 12 ore, anche diurne, in 102 dei 125 paesi serviti dall’Alto Calore. Tutto questo è inaccettabile. Bisogna garantire un approvvigionamento senza problemi e una riqualificazione delle reti per evitare sprechi e disagi ai contribuenti. Si stimano perdite superiori al 50% della massa idrica prelevata alla fonte dovute ad un sistema di distribuzione vecchio e fatiscente. Si deve fare di più e meglio sul fronte degli interventi infrastrutturali. Non possiamo più permetterci una situazione simile, di emergenza e di disservizi arrecati ai cittadini. Chi gestisce l’Alto Calore pensi a farci arrivare l’acqua a casa e non ad altro".

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