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Top&flop, le curiosità post elezioni provinciali

Tutti a guardare i numeri dell'elezione 2018

C’è chi sorride, chi si lecca le ferite. Dopo ogni elezione c’è la fase di analisi del voto.

MIGLIOR LISTA

Chi merita la palma della migliore lista in assoluto è quella di Proposta Civica Irpinia allestita dal duo Enzo Alaia – Angelo d’Agostino: una vera armata di amministratori. Rispetto a 2 anni fa la lista ha raddoppiato i consensi.

L’AMMINISTRATORE PIU’ AMATO

Fausto Picone, sindaco di Candida ed eletto con Proposta Civica, è l’amministratore che ha ricevuto il maggior consenso, frutto del voto di ben 93 tra consiglieri e sindaci dell’Irpinia.

L’AMMINISTRATORE PIU’ AMATO MA CON VOTO PONDERATO

Il sistema di elezione delle province voluto dalla legge Delrio equipara un voto di un amministratore ad una quota ponderata che rispecchia il numero degli abitanti. In questo caso i migliori sono stati Nicolino Santoro del Partito Democratico e Girolamo Giaquinto di Moderati per l’Irpinia.

LA LISTA PIU’ VOTATA

Il Partito Democratico di un soffio riceve il maggior numero di voti (397) dagli amministratori su Proposta Civica per l’Irpinia (381).

I PIU’ GIOVANI ELETTI

Il sindaco Antonio Mercogliano (32 anni) di Pago Vallo Lauro e Damiano Genovese (35 anni) di Prima gli Irpini sono i più giovani del consiglio provinciale

CHI RITORNA TRA I BANCHI

Caterina Lengua del Pd, Fausto Picone di Proposta Civica, Luigi D’Angelis e Vito Pelosi dei Popolari, Girolamo Giaquinto e Franco Di Cecilia di Moderati dell’Irpinia riconfermati a Palazzo Caracciolo.

Ritorna anche Rosanna Repole, ex presidente della Provincia, quando il voto era affidato agli elettori.

I BOCCIATI

Giovanni Romano di Grottaminarda, Marino Sarno di Volturara, Tommaso Buonfiglio di Taurano, Vito Farese di Conza della Campania non riescono a riconquistare la fiducia degli amministratori-elettori.

DONNE FLOP

Due donne amministratrici erano in consiglio, lo stesso numero lo sarà dal 2018 con la riconfermata Caterina Lengua e si aggiunge la new entry Rosanna Repole. Ma un dato che deve far riflettere: ben 7 donne (Fiorella Caputo, Michela Maffeo, Filomena Catalano, Manuela Bocchino, Domenica Giuliani, Antonietta Gialanella) presenti tra le varie liste non hanno ricevuto neanche un voto. Verrebbe da dire, a questo punto che non si sono presentate neanche al seggio…ma tutto lascia pensare che l’utilizzo delle donne nelle liste è solo un modo per rispettare la legge delle quote rosa.

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