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Elezioni, De Mita fagocita il Partito Democratico e passa la sua linea

Resi noti i nomi: costretta ad un passo indietro Rosetta D'Amelio per salvare l'alleanza. Nel valzer Famiglietti si ritrova all'uninominale al Senato

Con la pubblicazione dei nomi dei candidati sul sito ufficiale del Partito Democratico si chiarisce definitivamente la griglia per le elezioni politiche del 4 marzo.

Il Partito Democratico in Irpinia viene depotenziato e fagocitato dalla famiglia De Mita, alleata al centrosinistra con il raggruppamento Civica Popolare. 24 ore fa erano state assunte decisioni ben diverse ma poi onde evitare rischi di scissioni i vertici del Pd sono scesi a miti consigli. Su tre collegi tra Camera e Senato il Pd si spoglia di propri rappresentanti per donare ai partiti alleati posti nell'uninominale alla Camera.

Nel collegio di Ariano-Alta Irpinia va Giuseppe De Mita, deputato uscente. Cosi voleva e così è stato per il nipote di Ciriaco De Mita. A dover cedere il posto la consigliera regionale del Pd Rosetta D'Amelio in un primo momento indicata dal partito. Per il collegio di Avellino, nonostante i rumors lo volevano escluso, Angelo d'Agostino fin dalla prima ratifica ha conquistato l'indicazione forte del suo legame al centrosinistra nei 5 anni appena trascorsi e i suoi buoni uffici in terra romana. Per la parte proporzionale non c'è tanto da sorridere per il Partito Democratico irpino. Capolista è Umberto Del Basso De Caro di Benevento, poi la segretaria regionale napoletana Assunta Tartaglione, catapultato nelle aree interne Francesco Critelli da Bologna. Solo quarta la deputata uscente di Atripalda Valentina Paris.

E' andata un pò meglio, si fa per dire, per l'altro deputato uscente irpino Luigi Famiglietti. Dovrà riconquistare un posto a Roma nella parte uninominale ma al Senato nel corpo a corpo. Nel listino proporzionale Luigi Famiglietti è posizionato all'ultimo posto dopo Roberta Pinotti, Stefano Graziano, Valeria Valente, tutti provenienti da altre aree geografiche. 

I vertici del Partito Democratico optano in conclusione per il territorio irpino del ruolo di donatori per gli altri alleati a discapito dei propri rappresentanti. Come la penseranno i seguaci di Renzi in Irpinia lo sapremo il 4 marzo.

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