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Venerdì, 2 Dicembre 2022
Politica

Dogana di Avellino, Multari: "Sarà un centro per i giovani che conserverà la sua memoria storica"

L'architetto ha illustrato il progetto al Sindaco Gianluca Festa e alla comunità avellinese: "Siamo alla fase definitivo-esecutiva. Entro la fine dell'anno l'appaltatore, a partire da quel momento lavori ultimati entro 12 mesi"

Dogana di Avellino. Visita, nel capoluogo irpino, dell'architetto Giovanni Multari, incaricato del progetto di restauro dell'antico edificio situato nel centro storico. Nel corso di un incontro tenutosi presso l'ex Chiesa del Carmine, al quale hanno preso parte il Sindaco Gianluca Festa e la comunità, Multari ha illustrato lo stato di avanzamento del progetto: "Siamo alla fase definitivo-esecutiva, a breve sveleremo qualcosa sul ragionamento condotto su un edificio che rappresenta un'eredità per l'intera città. Un'architettura, purtroppo, molto malandata, direi ammalata, a causa dell'abbandono conseguito all'incendio del Cinema Umberto I. È, sicuramente, una condizione abbastanza inusuale, ma oggi, attraverso un'attenzione mirata rispetto ai bisogni di vivere questo spazio, è possibile riabitarlo, continuando a conservare la sua memoria storica".

Dogana di Avellino, l'Architetto Giovanni Multari incontra la città (Foto di Vinicio Marchetti)

"Interverremo sulla facciata e permetteremo al visitatore di raggiungere la copertura"

Nello specifico, spiega Multari: "Proveremo, in primis, a intervenire sulla facciata disegnata da Fanzago, già più volte rimaneggiata nel corso dei secoli. Fortunatamente, l'incendio e il terremoto del 1980 non hanno provocato particolari danni, se non all'esterno e alla facciata principale. Successivamente, la nostra intenzione sarà quella di svincolare questa parte storica, provando a costruire un dispositivo interno che possa definire piani e funzioni in grado di raggiungere alcuni livelli, fino ad arrivare, per la prima volta, al limite della struttura, e quindi alla sua copertura".

Una copertura che sarà rooftop: "Serve affinché la Dogana possa avere un rapporto diretto anche in quota, non solo a livello basamentale. Credo che questa sia la vera novità, in quanto porta il visitatore, l'utente o il cittadino, colui che è interessato a vivere e frequentare quest'edificio, a raggiungere, in prima istanza, una piccola promenade che noi realizzeremo di fianco e in alto alla facciata, nella parte retrostante, al fine di avere un contatto diretto; da lì, una scala e un ascensore per diversamente abili condurranno direttamente al rooftop che sarà dedicato a Cosimo Fanzago, straordinario architetto che aveva dato alla Dogana prestigio e tenore".

Sulla strutturazione dell'edificio: "Vi sarà un piano terra, molto grande, a tutt'altezza, nella parte centrale, che noi chiameremo 'Il Teatro della Dogana': la comunità ha reclamato questo luogo per appuntamenti, attività culturali, info point, spazi di socialità e attività. Poi, vi saranno le scale, una sala riunioni, uno spazio co-working, servizi e locali tecnici, un po' tutte quelle funzioni di supporto che serviranno per far vivere quest'edificio nelle molte ore del giorno. Potrà vivere anche 24h. La funzione sarà quella stabilita dal Comune: ossia, un centro per i giovani. Credo che sia la funzione più esatta perché, sè è un'eredità così importante, non può che andare ai ragazzi di Avellino".

"Entro la fine dell'anno l'appaltatore, a partire da quel momento lavori ultimati entro 12 mesi"

Sulla tempistica: "Completato il progetto definitivo-esecutivo, a breve la procedura di gara porterà a un'aggiudicazione. A volte, le procedure possono inciampare in questioni amministrative: speriamo che questo non accada. Verosimilmente, già alla fine dell'anno potremmo avere anche l'appaltatore. A quel punto, il nostro progetto prevede un tempo di realizzazione di 12 mesi".

Infine, sulle statue: "Alcune verranno restaurate. Altre sono conservate presso il Museo di Atripalda: una è quella del Principe Caracciolo ed è già pronta per essere installata all'interno della Dogana, le altre presentano ancora i danni dell'incendio; infine, ce n'è una custodita al Museo Irpino. L'obiettivo è quello di riportare le statue sulla facciata, al fine di creare un museo all'aperto che possa mostrarsi in tutto il suo splendore".

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