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Domenica, 5 Dicembre 2021
Politica

La denuncia di Preziosi: "Stessa voce di bilancio ma dato diverso tra Comune e Ministero"

Il consigliere comunale presenta la documentazione reperibile all'albo del Ministero e fa notare la discrasia: ad Avellino risulta il debito, al ministero non c'è traccia"

Il dissesto finanziario del Comune di Avellino è dietro l’angolo. Ma si fa finta ancora di non capire. Dino Preziosi, ancora una volta, dopo aver sollevato il problema in consiglio comunale convoca una conferenza stampa insieme a Nicola Battista per rendere pubblico un dato inconfutabile: la discrasia tra i dati in possesso del Ministero sulle voci di bilancio (pignoramenti) trasferite dai vertici dell’amministrazione comunale e quelli reali che sono stati divulgati con atti pubblici.

Materia, secondo quanto denuncia Dino Preziosi da magistratura contabile ma anche ordinaria. 

Sulla questione sono settimane che si dibatte. Anzi l’assessore in carica Filomena Lazazzera si ritrova una patata bollente tra le mani. I problemi non sono di oggi ma vengono da lontano: 2013. “La situazione economica del comune è sempre preoccupante. Ci reggiamo su un bilancio non attendibile ma che trova basi poco solide fin dal 2013 – annuncia Preziosi – C’è una mancata segnalazione al Ministero dei debiti. Ciò per evitare problemi grossi, dalla mancanza di trasferimenti di fondi dallo Stato, di poter fare assunzioni, convenzioni. Quando si è in condizioni economiche difficile molte attività gestionali non si possono espletare. Qui si continua a nascondere la verità alla città”.

Un’accusa forte, riconducibile ad una malacontabilità, che si continua a ignorare per Preziosi. La corte dei conti da un momento all’altro potrebbe chiedere lumi non solo agli amministratori ma anche agli stessi consiglieri comunali che hanno approvato il bilancio. Una vicenda che se appurata potrebbe innescare serie conseguenze per il futuro della città.

Ma se Preziosi insiste un motivo pur dovrà esserci. L’assessore alle finanze Filomena Lazazzera precisa che “il bilancio di previsione 2015 non presenta alcuna illegittimità ed è  conforme  ai principi di contabilità pubblica. L’elenco dei pignoramenti trasmesso dal Tesoriere Banca Popolare di Bari alla data 18 agosto 2015 è pari ad euro 5 milioni 921.398,97. Dal monitoraggio eseguito dal settore finanze si evidenzia che la maggior parte dei pignoramenti sono stati pagati e ad oggi - escludendone due per i quali è più che definita l’ipotesi di transazione - le somme rimanenti non superano complessivamente 500 mila euro. Contestualmente già da tempo è stata attivata la procedura per la cancellazione dei vincoli mediante il supporto del settore avvocatura.Per quanto riguarda invece la situazione dei pignoramenti al 31 dicembre 2013 è stato richiesto elenco al Tesoriere Banca Popolare di Bari e trasmesso all’Amministrazione comunale. Analogamente alla situazione che si è verificata per l’anno 2015 risultano pagamenti eseguiti dalla stessa Amministrazione. E pertanto è stato dato mandato al dirigente finanze di verificare la situazione”. Che come la prospetta Dino Preziosi e la minoranza in Consiglio è di tutt’altro tenore.

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