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Foti si scusa con tutti: "Siamo un Governo di minoranza ma vado avanti"

Riconfermato il comitato di gestione del Teatro Gesualdo

Il sindaco Paolo Foti, dopo l'ennesimo annuncio di dimissioni (che non ci sono mai state ndr), giunge nell'aula del consiglio comunale per chiarire alcuni aspetti:  "Il flusso delle emozioni, il disagio, nell’assistere a consigli comunali in cui interventi di consiglieri comunali seduti nei banchi della maggioranza sono stati, molto spesso, violenti, tutti centrati sulle offese personali e assolutamente infondati, mi ha indotto a valicare quello stretto confine ed è prevalso l’uomo, con la sua impulsività che in politica è sicuramente una debolezza.

Spesso l’uomo ha preso il posto del sindaco e di questo sicuramente faccio ammenda, credo che però anche questo modo di interpretare un ruolo istituzionale in un mondo, quello della politica, in cui difficilmente si dice quello che realmente si pensa, può essere ritenuto una garanzia di lealtà, onestà intellettuale e trasparenza.

Devo scusarmi con tutti voi, con gli Assessori che supportano il lavoro di questa Amministrazione con dedizione ed abnegazione, con il Consiglio Comunale, per aver creato ulteriori difficoltà, per aver generato disorientamento ed incertezza.

Devo certamente scusarmi con i cittadini avellinesi che hanno a mio giudizio, in questa fase così critica per la nostra città, e non solo per Essa, bisogno di avere certezze circa le scelte amministrative e politiche.

Chiedere scusa alle volte può essere un gesto “rivoluzionario”, se sincero e sentito, in quanto rompe gli schemi e comporta anche per chi lo fa una sorta di autoanalisi e autovalutazione. Il presupposto imprescindibile di questa analisi è valutare da parte mia quale onore sia per me essere il Sindaco di Avellino. Ma vi posso garantire che vivere il contesto nel quale mi trovo ad operare da sindaco non è affatto facile per chi, come me, aveva conservato il ricordo di anni in cui il rispetto reciproco prescindeva i ruoli e gli schieramenti, il diritto alla critica e anche la più strenua e forte opposizione politica non cedeva mail il passo alla violenza verbale, all’annientamento del tutto infondato della persona, all’offesa gratuita accompagnata non di rado dallo sghignazzamento e dall’allusione.

Se a questo si aggiungono le quotidiane difficoltà , alcune gravissime, che bisogna affrontare in un clima sempre emergenziale, la pressione giunge a livelli veramente difficilmente tollerabili.

Il livello di degrado nelle relazioni personali può giungere a quote inimmaginabili e perciò ancora più desolanti. Chi, sedendo nei banchi dell’opposizione e quindi legittimamente, diversamente da altri, esercita il suo ruolo ribadendo sempre in premessa stima personale e amicizia antica poi firma una missiva, quale capo delle opposizioni, in cui vi è un esercizio esemplificativo e significativo di quello che la comunicazione, anche tra avversari politici, non dovrebbe essere.

Pessimo esempio, a mio parere, anche per chi oggi dovrebbe riavvicinarsi alla politica per rinnovare le strategie, i progetti, le idee. Ma quale appello alla partecipazione dei giovani, della parte sana della società, oggi più che mai lontana dalla politica, assente anche ai più importanti appuntamenti elettorali, può essere raccolto se non si esita a definire in una missiva che resterà agli atti di questo ente il Sindaco di Avellino "attore di cabaret, personaggio pirandelliano con la vocazione della diserzione?

Questa non politica è cannibalismo allo stato puro.

Fermo restando il contenuto sostanziale della comunicazione, giunta per altro dopo l’ammissione in consiglio comunale da parte mia di un errore procedurale a cui ha fatto seguito la revoca delle nomine del Comitato di gestione, vorrei portarla proprio come esempio di inutile esercizio alla delegittimazione personale ed umana.

A tal proposito, mi corre l’obbligo di comunicarvi formalmente che, all’esito della richiesta inviata a tutti i Capigruppo di indicare candidati alla carica di componente del Comitato di gestione del Teatro Gesualdo, procedo con atto separato alla nomina dei signori: Antonio CaputoRosalia Iandiorio e Angelo Maietta.

E di tutta evidenza, perché nasconderlo, che da tempo questa amministrazione opera in un contesto politico e amministrativo difficile e complesso. Siamo costretti a svolgere l’azione amministrativo in un oggettivo Governo di minoranza. Questa è la desolante verità. E per quanto ci riguarda, con senso di responsabilità, porteremo a conclusione il nostro mandato, poggiando la nostra azione su quei consiglieri che da tempo hanno sostenuto, senza se e senza ma, e che numericamente hanno evidenziato la loro posizione politica con il voto al bilancio previsionale.

In conclusione sono convinto che, nel mio ruolo, dovrò, per il futuro, essere più accordo e mai più consentire alle reazioni emotive dell’uomo di avere il sopravvento sulla compostezza istituzionale che deve caratterizzare il ruolo che ricopro in questa aula e in questa città, anche nell’interesse di chi la governerà dopo di noi, a fare lo stesso.

La dignità di questo consiglio comunale, del ruolo istituzionale di consigliere comunale sta nella nostra responsabilità, con livelli e quote certamente diverse ma, ne sono convinto, sta in capo a tutti noi".

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