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Cittadino serinese querelato dal sindaco, Pelosi: "Non c’era altra strada per difendere l'Istituzione"

Due giorni fa vi abbiamo raccontato della vicenda accorsa a Enrico Rodia, residente nel Comune di Serino, denunciato dal sindaco di Serino Vito Pelosi e dalla giunta

Due giorni fa vi abbiamo raccontato della vicenda accorsa a Enrico Rodia, residente nel Comune di Serino, denunciato dal sindaco di Serino Vito Pelosi e dalla giunta. In data odierna, il sindaco del comune irpino ha replicato quanto segue:

“Qualche giorno fa l’amministrazione comunale ha provveduto attraverso un atto a incaricare un legale affinché sporgesse querela nei confronti di un cittadino di Serino, Enrico Rodia. Qualcuno fa passare questa cosa come un atto di persecuzione, in maniera strumentale. Ogni qual volta ci viene fatta una critica, da lui come da ogni cittadino o associazione, tentiamo di dare risposte ma soprattutto vogliamo che vengano fatte queste segnalazioni. In questo caso c’è stato un preciso episodio, relativo a un video datato 23 gennaio 2021 in cui Rodia non ha fatto delle segnalazioni né espresso opinioni, bensì un giudizio gravissimo che dal nostro punto di vista va a ledere l’immagine del Sindaco come istituzione, dell’Ente Comune di Serino. La cosa più grave e non giustificabile è stata l’espressione riferita all’ex Comandante della Municipale Testaverde ‘ha subìto un furto di un pc, di pennette, sfondamento della porta dell’ufficio, foratura delle gomme dell’auto, tu Sindaco che cosa gli volevi fare di più per mandarlo via?’ . Questo non è modo di porre questioni o esprimere opinioni. Far trasparire che questa amministrazione o il sindaco avessero voluto mandare via il Comandante significa equipararci a delinquenti.”.

L’episodio in questione

“Tra l’altro il motivo per cui Testaverde era andato via è stato oggetto di una risposta a un’interrogazione parlamentare del consigliere Marcello Rocco che quindi era già perfettamente a conoscenza dell’accaduto. Ammesso anche che ci fossero altri chiarimenti da dare, non è certo il modo di richiederli. Ancora più grave è che un consigliere comunale sostenga, attraverso le sue pagine social e a mezzo stampa, sia stato un “atto gravissimo utilizzare fondi pubblici per perseguire un privato cittadino, per aver espresso il proprio pensiero in maniera tranquilla e democratica. Qui si prova ad intimidire un privato cittadino”. Quindi un consigliere avalla quello che è stato detto dal cittadino nei termini già riferiti? È ancora più grave. Non sperperiamo soldi pubblici, qui c’è in gioco l’onorabilità dell’Ente come Istituzione”.

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