De Mita: "Quando morirò seppellitemi con un biglietto con scritto: sono democristiano”

In un'interessante intervista su Il Corriere della Sera, il leader di Nusco annuncia ufficialmente il suo ritiro dalla politica

"Quando morirò, seppellitemi con un biglietto in cui c’è scritto “sono stato democristiano. Anzi no, aspetti. Non "sono stato". Nel biglietto ci dev'essere scritto "sono democristiano", al tempo presente".

A parlare è Ciriaco De Mita in una interessante intervista al Corriere della Sera, resa al collega Tommaso Labate. Dichiarazioni che cadono a pochi giorni dall'annuncio fatto nel corso della festa patronale di Nusco in cui ha parlato per la prima volta del suo ritiro definitivo dalla politica. Ritiro che precisa sulle pagine del quotidiano, non riguarda il pensiero politico.

"Lascerò la carica di sindaco. Ma non posso lasciare il metodo di pensare dialettale che mi accompagna sin da quando ero bambino".

 Un pensiero che resta molto critico sulle scelte del Governo gialloverde. Per De Mita, "La funzione dei grillini è stata salutare fino a che non sono arrivati al governo", ma "ora il malato ha finito per sostituirsi al medico e impone lui la cura per tutti, leggasi per l'Italia". In questi casi, aggiunge, "finisce che si muore". Quanto alla Lega, "ha un leader che si pone come un messia, che però non ha dietro alcun vangelo". Secondo De Mita dietro Cinquestelle non c'è alcun pensiero. "Ecco perché, per uno come me, abituato a pensare prima che ad agire, adesso è tutto più difficile".

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A preoccupare De Mita però è "il silenzio delle forze storiche del Paese". In particolare il Pd, che "è come Garibaldi in Sicilia". E spiega: "Quando stava in Sicilia, e gli dissero di ritirarsi, Garibaldi rispose: "Sì, ma dove?". Così è il Pd. Pure se si ritira, non sa dove andare. E quando non sai dove andare, la massima velocità che riesci a raggiungere è rimanere fermo".

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