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Venerdì, 3 Febbraio 2023
Politica

Disastri ambientali, De Luca: "Liturgia insopportabile, nessuno cerca di capire i problemi veri"

Le parole del presidente della Regione Campania nel corso del consueto appuntamento con la videodiretta del venerdì: "In Italia, quando accadono episodi di questo tipo, si verifica una doppia tragedia: oltre alla valanga di fango, vi è anche quella di chiacchiere e demagogia al vento"

Nel corso del consueto appuntamento con la videodiretta del venerdì pomeriggio, il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha fornito il punto della situazione sulla tragedia di Ischia, sulla guerra in Ucraina e i primi segnali di pace che giungono con la prospettiva di una conferenza a Parigi, sulla proposta alle altre Regioni sull'Autonomia Differenziata e su tutti gli altri importanti fatti della settimana.

"Quella dei disastri ambientali è diventata una liturgia insopportabile, nessuno sforzo per cercare di capire i problemi veri"

"Una settimana fa, abbiamo avuto quest'evento drammatico a Ischia: una frana gigantesca, oltre dieci vittime, uno dei tanti episodi che registriamo nel nostro Paese, rispetto alla fragilità del nostro territorio nazionale" esordisce il Governatore. "In Italia, quando accadono episodi di questo tipo, si verifica una doppia tragedia: oltre alla valanga di fango, vi è anche quella di chiacchiere e demagogia al vento. Se andate a prendere i servizi televisivi del dopo terremoto del 2017 a Ischia, oppure delle alluvioni che si sono verificate in altre parti d'Italia, come nelle Marche, troverete quasi le stesse frasi. Ormai, quella dei disastri ambientali è diventata una sorta di liturgia, con un rito ormai codificato: la demagogia, la ricerca dello scandalo, l'intervista agli angeli del fango, chi non ha fatto cose, i tempi di indecisione, i soldi non spesi. Una liturgia insopportabile e nessuno sforzo per cercare di capire quali sono le ragioni dei disastri e le cause dei ritardi, ovvero i problemi veri".

"Sulla legge di bilancio tre questioni molto critiche: scuola, pensioni e sanità"

Sulla legge di bilancio: "Vi sono tre questioni molto critiche. La prima riguarda le scuole: si prevede la chiusura di oltre 700 plessi, è una cosa intollerabile. Se, sulla questione della sanità, c'è una ragione scientifica, nel caso delle scuole, anche se diminuisse la popolazione studentesca, vorrebbe dire che impiegheremo gli insegnanti con un carico di lavoro meno stressante e con meno alunni, ma in ogni caso è bene tenere aperte le scuole, perché sono un presidio nei territori. La seconda criticità concerne le pensioni: ritengo sia intollerabile che chi va al di sopra dei 1.600 euro non debba più recuperare il costo della vita, cioè avere un adeguamento legato all'inflazione che si è verificata in questi anni. In questo momento, si aggira intorno all'11-12%, è chiaro che questo significa una diminuzione del valore reale delle pensioni: non penso che 1.600 euro siano il valore della pensione di una persona ricca. La terza criticità, che a mio avviso è quella più grave, riguarda la mancanza di risorse per la sanità: il Governo, in questa proposta, stanzia due miliardi di euro in più. Sono assolutamente insufficienti, intanto perché con quest'inflazione significa che abbiamo perso risorse rispetto al passato, ma anche perché questi due miliardi in più verranno bruciati dal miliardo e mezzo che dobbiamo investire in adeguamenti energetici, e quindi per tenere aperti gli ospedali. I due miliardi, quindi, non esistono, perché un miliardo e mezzo già se ne va via di costi. Non vi sono le risorse per restituire alle regioni le somme investite per gestire l'emergenza Covid; non ci sono risorse per il nuovo personale e per le case di comunità. Abbiamo ascoltato per mesi un'altra liturgia sulla medicina territoriale. Stanno continuando a tagliare sulla sanità, questa è la verità sconcertante".

"Sono mesi che il Governo precedente e questo Governo non decidono sui fondi sviluppo e coesione"

Continua la polemica sui fondi sviluppo e coesione: "Venti miliardi di euro sono bloccati, perché non viene formalizzato il riparto. Alla Campania andrebbero cinque miliardi e mezzo: sono mesi che il Governo precedente e questo Governo non decidono. Vorrei chiedere al Presidente Meloni che cosa sta aspettando. La verità è che stanno aspettando per vedere se possono rubacchiare un altro po' di soldi al Sud Italia per spalmarli sul resto d'Italia. Ne approfitto per dire che se si risparmiano 700 milioni di euro sul reddito di cittadinanza, io sono per riorganizzare la misura: va mantenuta per le famiglie in difficoltà e la povera gente, per altri bisogna fare controlli preventivi, senza fare tante chiacchiere. In ogni caso, se risparmiate 700 milioni, questi soldi devono rimanere al Sud: non è che anche questi soldi vengono spalmati sul resto dell'Italia".

"Guerra in Ucraina, l'Italia si conferma lo scendiletto della NATO e degli USA"

Sulla guerra in Ucraina: "Il 13 dicembre ci sarà a Parigi una conferenza di pace. L'Italia avrebbe dovuto essere, per sua collocazione geografica e storica, il Paese promotore di questa conferenza. In quest'anno di guerra, hanno fatto iniziative diplomatiche la Turchia e, in queste ultime settimane, la Francia. L'Italia si conferma lo scendiletto della NATO e degli USA. Intendiamoci: dobbiamo mantenere un ancoraggio rigoroso nell'Alleanza Atlantica, ma essere membri di queste alleanze e istituzioni non significa fare i maggiordomi di qualcuno e perdere la nostra autonomia nazionale. In questo momento, l'obiettivo non è la conferenza di pace, ma il 'cessate il fuoco' da imporre all'Ucraina e alla Russia: fermare il bagno di sangue e questa situazione barbara che si sta determinando per milioni di persone. Questa proposta non è stata fatta né alla Russia, né formalmente all'Ucraina, il cui presidente pensa addirittura di recuperare la Crimea, storicamente appartenente alla Russia. E nessuno che gli dice: 'Caro Zelensky, sono milioni i tuoi concittadini che stanno vivendo una tragedia e forse avresti bisogno anche tu di un 'cessate il fuoco'. Poi, viene la conferenza di pace". 

"Autonomia differenziata: facciamo lavorare il Parlamento sulla materia, intanto troviamo degli obiettivi comuni"

Sull'autonomia differenziata: "La Campania ha contestato la bozza del ministro Calderoli che prevedeva cose inaccettabili per quanto riguarda sanità e scuola con cui rompeva l'unità nazionale. Ho proposto ieri, ai miei colleghi presidenti del Nord, in particolare al Governatore del Veneto Zaia, una cosa molto semplice: anziché impegolarci in questa faccenda complicatissima, lasciamo al Parlamento italiano il tempo necessario innanzitutto per approvare i LEP. Facciamolo lavorare, è una materia complessa. Nel frattempo, però, iniziamo a trovare degli obiettivi comuni, soprattutto per quanto concerne la burocrazia zero che interessa alle imprese, ai ceti professionali e ai cittadini". 

"Ci lascia Gerardo Bianco, uno dei ministri e degli esponenti politici di più grande qualità e civiltà personale"

Un pensiero, infine, su Gerardo Bianco: "Voglio ricordare una bellissima figura di esponente politico democristiano, poi confluito nella Margherita. Una figura di grandissima dignità politica e livello culturale. Uno dei ministri e degli esponenti politici di più grande qualità e civiltà personale. Lo ricordo davvero con affetto e rivolgo alla sua famiglia le mie condoglianze e quelle della Regione Campania".

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