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Pd, De Blasio a muso duro: "I conti si fanno qui, inutile chiedere aiuto a Roma"

“Capriglia, 14 dicembre. A futura memoria”. Sono parole di fuoco quelle di Carmine De Blasio che fotografano la debacle nell’assemblea provinciale del Pd dei suoi prima “amici” di cordata e oggi acerrimi avversari interni al partito. Si è detto e scritto tanto sulla vicenda

“Capriglia, 14 dicembre. A futura memoria”. Sono parole di fuoco quelle di Carmine De Blasio che fotografano la debacle nell’assemblea provinciale del Pd dei suoi prima “amici” di cordata e oggi acerrimi avversari interni al partito. Si è detto e scritto tanto sulla vicenda.

Ma il vero protagonista in tutti i sensi, nel bene e nel male è Carmine De Blasio che ha atteso qualche giorno in più per dire la sua. Non è niente affatto calmo. Non pesa le parole. Affronta a viso aperto i suoi detrattori. Non si scompone neanche che alcuni di loro siano anche autorevoli riferimenti regionali e nazionali del partito. E’ un fiume in piena che si ingrossa con il trascorrere dei minuti. Tocca più argomenti partendo dall’assemblea. “Dal punto di vista politico, al di là dei numeri, quel che è accaduto è aberrante. La cosa che più mi colpisce è quella di vedere un partito spaccato. Da due mesi e mezzo abbiamo avvertito e detto pubblicamente che scegliere la strada della forzatura in maniera ostinata avrebbe portato a queste conseguenze”. Evitabili per De Blasio se tutti avessero ragionato più con la testa.

“È curioso leggere del commissariamento: praticamente il fronte a me opposto sta ammettendo la propria sconfitta appellandosi ai livelli superiori del partito. Dovrei quindi dimettermi per far eleggere un nuovo segretario nelle segrete stanze affinchè possano spartirsi posizioni di potere nel partito, al Comune e presso gli Enti?  Sono gli iscritti quelli a cui devo dare conto. Mi rivolgo all’onorevole Luigi Famiglietti: i conti si fanno in Provincia ed arriverà il tempo in cui li farà anche lei, non servono le protezioni romane o i soccorsi, noi lavoriamo su questo territorio ed i conti si fanno qua. Questo livello di ridicolo non è solo a mio carico. Dove sono i riferimenti istituzionali? Dov’erano a Capriglia? Anche grazie alla loro presenza avremmo potuto evitare questo squallido teatrino che ci obbligherà a pagare un prezzo salato sia in campo politico che elettorale. Il Pd è messo alla berlina da chi si adopera a far danni soprattutto durante gli appuntamenti elettorali ed è utilizzato da qualche altro solo per il gusto di sentirsi forte”.

Ma non solo steccati esistono per De Blasio, anzi: “Spero che in queste ore cresca la linea di pensiero palesata da Francesco Todisco, ma di certo non potrò fare forzature sperando, al contempo, di non andare incontro a tempi biblici. Io sono giuridicamente in carica, potrei anche verificare la mia fiducia, visto che la sfiducia non c’è”. Tra il serio e il faceto dice: “Voglio sottolineare che non c’è nulla di personale tra me e Gianluca Festa. E’ sotto gli occhi di tutti che sta condizionando da fuori il partito e l’Amministrazione Comunale. Festa in ogni appuntamento vota contro il Pd: è successo alle Provinciali, alle Regionali, ha votato contro il bilancio previsionale in Comune. Festa è proprio contro l’idea stessa di partito. Andrebbe condannato anche chi avalla questo tipo di atteggiamento, chi “usa” Festa per tentare di avere i numeri”.

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