D’Amelio: "Autonomia differenziata, evitare il conflitto tra nord e sud, ricchi e poveri, concentriamoci sui contenuti"

I Consigli regionali a L'Aquila con il presidente della Camera per la presentazione del Rapporto sulla legislazione

"Dinanzi al dibattito delle ultime settimane sul rapporto tra Stato e Regioni e sull'autonomia differenziata, mi auguro che, anche in merito al divenire dell’attuazione dell’articolo 116, terzo comma della Costituzione, si eviti di cadere nella trappola di chi cerca di costruire a tavolino un conflitto tra Nord e Sud, tra ricchi e poveri. E’ l’ultima cosa di cui ha bisogno il Paese. Occorre invece coinvolgere ancora di più le Assemblee legislative perché rappresentano in maniera bipartisan gli interessi di tutti i cittadini. Cosi come è importante, come ha sottolineato il Presidente della Camera, Fico, che il Parlamento discuta di una riforma così delicata delle deleghe legislative". Questo è l'appello della Coordinatrice della Conferenza dei Consigli regionali, Rosetta D'Amelio, intervenendo all'Aquila  alla presentazione del Rapporto sulla legislazione, alla presenza del Presidente della Camera, Roberto Fico.

"Il Rapporto -  ha spiegato  D'Amelio - è uno strumento indispensabile e svolge una funzione di stimolo per lo sviluppo di nuove riflessioni sui percorsi realizzati e sulle criticità da affrontare. Rappresenta per la Conferenza dei Consigli  un archetipo istituzionale che si colloca nel solco di una tradizione ormai ventennale, avviatasi sin dal 1998, con l’intento di analizzare le dinamiche di interrelazione tra i differenti livelli di produzione normativa parlamentare, governativa e regionale".

"Quest'anno - ha sottolineato la coordinatrice della Conferenza  - il tema è il governo della complessità e assume una valenza e un richiamo ancora più forte all'attualità del dibattito politico e istituzionale. Abbiamo ribadito - ha affermato la presidente - la nostra volontà, come sistema regionale, di continuare il lavoro di proficua e leale collaborazione istituzionale tra Parlamento e Regioni per assolvere pienamente al nostro ruolo istituzionale ed individuare le migliori soluzioni per il Paese".

"Le Regioni - ha ricordato D'Amelio - hanno assistito a tentativi di riforma costituzionale, a scandali poco edificanti sull’utilizzo del denaro pubblico, al maldestro tentativo, complice di una certa stampa compiacente e moralista, di denigrare i rappresentanti delle Istituzioni democratiche a dei passacarte inconcludenti, inutile spreco di denaro pubblico. Eppure, nonostante ciò, siamo ancora qui, con dignità e calma a ricordare, come ogni anno, a tutti ed a noi stessi, che il linguaggio della complessità richiede pazienza e capacità di visione." 

"In questi anni - ha continuato D'Amelio -  abbiamo costruito un terreno comune di dialogo tra Assemblee, definendo un vocabolario comune, una sorta di “cassetta degli attrezzi” che è servita non solo da grammatica per i nostri funzionari, ma anche per descrivere il modus operandi della classe dirigente che rappresentiamo, per leggere la complessità di un Paese che spesso fa fatica a dialogare nel rapporto tra il Centro ed i territori e tra i territori stessi".

"In particolare, negli ultimi dieci anni le politiche anticrisi messe in atto tanto dal Parlamento quanto dalle Regioni hanno  comportato un mutamento di paradigma, un  cambio di passo che non può più essere letto solo come risposta alla legislazione della crisi. Per questo motivo - ha concluso D'Amelio - ritengo che si possa determinare un salto di qualità del nostro comune osservatorio privilegiato che è il Rapporto sulla legislazione".

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