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Lunedì, 28 Novembre 2022
Politica

Riammissione medici No-Vax negli ospedali, De Luca: "Una decisione che offende chi ha fatto il proprio dovere"

Le parole del Presidente della Regione Campania: "Se si riammette anche e solo una percentuale limitatissima di medici No-vax, il completamento della campagna di vaccinazione perde valore. Qui non saranno ammessi nei reparti: abbiamo il dovere di tutelare i nostri pazienti, soprattutto i più fragili"

Nel corso del consueto appuntamento con la videodiretta del venerdì pomeriggio, il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha tracciato il punto della situazione sull'emergenza Covid alla luce degli ultimi provvedimenti nazionali, sulle ultime misure della Regione per imprese e cittadini, sulla manifestazione per la pace del 28 ottobre scorso e su tutti gli altri importanti fatti della settimana.

"Con quale credibilità puoi invitare a fare la quarta dose, e quindi il secondo richiamo, per la popolazione anziana e fragile?"

Sulla decisione di riammettere il personale No-vax negli ospedali: "È stata motivata dal Governo attraverso diverse argomentazioni. La prima è un argomento-truffa: abbiamo 4mila medici che possiamo portare negli ospedali, nel momento in cui abbiamo una crisi drammatica del personale ospedaliero. Questa è una truffa, un falso: le 4mila unità, innanzitutto, si riducono al 50%, in quanto la metà di tali unità riguarda il personale andato in pensione; parliamo, dunque, di non più di 2mila unità del personale sanitario, quindi medici, infermieri, personale amministrativo e tecnici di laboratorio. Nell'ambito di questo 50% residuo, i medici ospedalieri sono un'infima minoranza, perché, dei 2mila che rimangono, la gran parte sono liberi professionisti, odontoiatri, infermieri e dipendenti dell'area amministrativa. La gravità del messaggio che è stato dato all'Italia è questa: se si riammette anche e solo una percentuale limitatissima di medici No-vax, si toglie valore al completamento della campagna di vaccinazione. Con quale credibilità puoi invitare a fare la quarta dose, e quindi il secondo richiamo, per la popolazione anziana e fragile? È una decisione che scoraggia le vaccinazioni e offende i medici che hanno fatto il proprio dovere in maniera rigorosa, i cittadini che si sono vaccinati e i pazienti che sono ricoverati. In queste ore, sto domandando ai miei interlocutori chi manderebbe un proprio familiare in una corsia di ospedale, in un reparto di Pronto Soccorso o di terapia intensiva, sapendo che un proprio congiunto sarà curato da un medico non vaccinato. Credo che nessuno di noi accetterebbe una cosa del genere. Per quanto riguarda la Regione Campania, non saranno ammessi nei reparti medici No-vax: abbiamo il dovere di tutelare i nostri pazienti, soprattutto i più fragili. Chi rientra dovrà essere collocato non nei reparti; vedranno i direttori generali dove collocarli".

"Rave party? Il decreto, così come è stato proposto, è francamente inaccettabile"

Un'altra decisione del Governo nazionale che ha suscitato tanta discussione è quella relativa ai rave party: "Ritengo che il Ministro Piantedosi sia un funzionario e un Prefetto di grande valore. Credo che sia una persona seria, sicuramente disponibile a un confronto. Ma il decreto, così come è stato proposto, è francamente inaccettabile: si presenta come un decreto completamente propagandistico che non risponde agli obiettivi ai quali dovrebbe tendere. Il problema della sicurezza è estremamente serio, urgente e diffuso. Abbiamo città che, di notte, sono abbandonate a se stesse: la movida rende la vita impossibile ai residenti nei centri storici e registra fenomeni ormai diffusissimi di microdelinquenza e di bande di giovani organizzati a livelli davvero intollerabili. Abbiamo diffusioni di alcool per i giovanissimi, fenomeni che riguardano adolescenti di 13-15 anni che vanno in giro con i coltelli in tasca; episodi di aggressione sui mezzi pubblici ai danni del personale viaggiante, così come nei Pronto Soccorso; occupazione abusiva di luoghi e immobili pubblici; aggressioni di studenti nei confronti dei docenti. Abbiamo, soprattutto, nelle città del nord ma in tante altre realtà importanti del paese, parchi pubblici occupati 'militarmente' da spacciatori di droga, come avvenuto a Parco Sempione a Milano, presidiato da extracomunitari con i machete e le sciabole in mano. Cose incredibili. La sicurezza è un tema decisivo per la vita delle nostre famiglie e dobbiamo recuperare nel nostro Paese il principio di autorità che, nel corso degli anni, è stato completamente cancellato. Io non ho nessuna remora nello stroncare ogni illegalità. Ricordo soltanto al Presidente del Consiglio Meloni che i No-vax, lo scorso anno, per mesi hanno organizzato nei fine settimana manifestazioni completamente abusive, occupando militarmente i centri storici e obbligando i commercianti a chiudere le loro attività. Da Trieste, a Milano, a Roma, per mesi interi, abbiamo avuto i fine settimana in balia di queste orde di delinquenti. In quelle occasioni, nessuno ha sollecitato l'intervento delle Forze dell'Ordine, tranne il sottoscritto. Abbiamo il dovere di essere coerenti di fronte a questi argomenti".

"Se non si interrompe la guerra, diventa impossibile insediare una conferenza di pace e aprire la strada a una soluzione diplomatica"

Il Governatore ha esordito con queste parole: "Voglio, innanzitutto, ringraziare le migliaia di giovani che hanno partecipato alla manifestazione per la pace tenutasi venerdì scorso a Napoli, in Piazza del Plebiscito. E' stata una manifestazione straordinaria, di grande serenità e allegria, nonché la prima grande manifestazione nata con un unico obiettivo, ben chiaro: il 'cessate il fuoco'. E' un obiettivo che non risolve il problema della guerra in Ucraina, ma rappresenta il primo passo per dare vita a una conferenza di pace, che sarà poi il luogo nel quale discutere la soluzione della crisi ucraina. Ma se non si interrompe la guerra, diventa impossibile insediare un tavolo e aprire una strada alla diplomazia. In assenza di un 'cessate il fuoco' avremo un bagno di sangue interminabile, una crisi economica internazionale che si aggrava e, soprattutto, uno scivolamento impercettibile verso una guerra atomica".

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