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Coronavirus, Maraia: “Pronto soccorso di Ariano come Codogno”

"Quello che è avvenuto presso il pronto soccorso di Ariano è gravissimo"

“Quello che è avvenuto presso il pronto soccorso di Ariano è gravissimo. Alla famiglia interessata dal caso positivo al Coronavirus va la mia solidarietà umana ed un augurio di pronta guarigione, ma ora la priorità è quella di individuare responsabilità e di riattivare il servizio di Pronto soccorso, trasferendo il personale in quarantena, al quale indirizzo tutto il mio appoggio, in modo da procedere alla sanificazione e alla riapertura di un presidio essenziale”. Ad affermarlo in una nota il parlamentare del M5S Generoso Maraia. “Ho contattato il Prefetto e inviato questa richiesta al Dirigente Morgante e alla protezione civile. Mi sono confrontato anche con il vicequestore Salerno per avviare in modo scrupoloso ed attento la sorveglianza fiduciaria dei soggetti che sono entrati in contatto con il caso positivo. Le relazioni tra paziente contagiato, parenti e conoscenti è stata velocemente ricostruita nel piccolo della nostra realtà locale, ora tocca alle autorità far rispettare la quarantena. Invito i miei concittadini a mantenere la calma, limitare gli spostamenti e praticare le abituali attività con maggiore cautela, evitare di andare in ospedale per manifestazioni influenzali, se si hanno sintomi, chiamare il proprio medico, il 1500 e, nei casi gravi, il 112. Si è verificata la stessa dinamica del Pronto Soccorso di Codogno, ed è per questo che è necessario che ognuno faccia la propria parte, dalle istituzioni chiamate a riattivare i servizi del pronto soccorso per non mettere in pericolo l’incolumità di altri cittadini bisognosi, alle singole persone che devono seguire le prescrizioni ministeriali evitando di farsi prendere dal panico. Il Governo sta mettendo in campo le risorse necessarie per affrontare le perdite delle aziende e i disagi per le famiglie. Con l’apporto di tutti, verremo fuori da questa situazione emergenziale. Auspico, inoltre, che l’attuale emergenza legata al Coronavirus possa rappresentare l’epilogo di decenni di politiche di mortificazione della sanità pubblica, a livello sia locale che nazionale”.

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