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Consiglio, Poppa cambia idea, i D'Ameliani si accodano e Foti resta sindaco

Nessun colpo di scena. Ogni protagonista ha dato le sue motivazioni. Entro cinque giorni la nuova Giunta. Preziosi avverte: "Qualità altrimenti non ci sto"

Nessun colpo di scena. E’ andata come tutti si aspettavano. Nicola Poppa che “cambia” idea e i D’Ameliani (Gerardo Melillo e Francesca Modugno) che votano a favore degli equilibri di bilancio. Il primo vota a favore dopo aver ritrovato il “sereno” e il dialogo politico con il Partito Democratico e il sindaco Paolo Foti e ottenendo le dovute assicurazioni su di un posto nella nuova giunta “Rocky 6”, per utilizzare le parole di Giancarlo Giordano, che definisce così la prossima giunta del regista Paolo Foti sindaco di Avellino.

L’ala del Pd che fa capo a Rosetta D’Amelio, assenti circa 20 giorni fa, si presentano e votano gli equilibri di bilancio anche a seguito dell’azzeramento della giunta e le successive rassicurazioni sempre per i posti in giunta.

Per gli amanti dei numeri in aula è finita 18 a favore degli equilibri di bilancio e 13 contrari. Non ha votato il solo Virgilio Cicalese, che non c’era al momento del voto.

Minoranza (compresi Dino Preziosi e Mimmo Palumbo) coerenti con il voto di qualche settimana fa. Chiuso un capitolo se ne aprirà un altro?

Da domani sarà una nuova epoca al Comune di Avellino. O almeno questo si aspettano i nuovi protagonisti che da qui dovranno dare un taglio nuovo all’amministrazione Foti. Il sindaco resta ma dovrà necessariamente ritrovarsi un’altra squadra. Gente di profilo, svincolata dai partiti e profondi conoscitori della materia che andranno a trattare in seno alla giunta.

A questo punto i dubbi: quanti assessori dell’ultimo Foti resteranno? Voci di corridoio indicano due, massimo tre persone della vecchia Giunta ma ciò cozzerebbe con il monito di Dino Preziosi che in questa vicenda ha assunto il ruolo di protagonista in tutti i sensi ed ha ribadito in aula che nel caso in cui Foti non dovesse ricorrere ad elementi di spessore, il capogruppo della lista civica insieme a Domenico Palumbo ritirerebbero la disponibilità.

 E nell’intervento Dino Preziosi aggiunge: “La politica è anche dialogo. Quando dico che non bisogna ragionare per appartenenza politiche voglio dire che anche parlando si pensa alla città.I fondi con un Commissario non arriveranno. Se non si presentano i progetti, i soldi non arriveranno. Rispetto all’allargamento della maggioranza, questo è un tema che non mi interessa. Con i 100 giorni io penso solo al bene della città, se ciò non fosse possibile io resto al posto mio. Non mi si può impedire di tentare. La programmazione non va fatta nelle stanze chiuse ma in Consiglio Comunale. Questa è la mia idea. Ci si prova, poi si torna in aula e si verifica se gli obiettivi che ci siamo fissati sono stati centrati. Una volta raccolti i Fondi Europei sono disposto anche a dimettermi. Non ho chiesto nulla in merito alla prossima Giunta, ma dico al Sindaco di scegliere con accuratezza la nuova squadra di governo. Davanti ad un mercimonio chiederò scusa alla città ed abbandonerò questo progetto”.

Ci gioca con le parole durante il civico consesso Gianluca Festa: e rivolgendosi a Preziosi dice: “Il suo accordo è diventato l’accordo dei “cento posti” e non per colpa sua. Sono convinto che avremo un nuovo vicesindaco, un nuovo assessore alle Finanze, al Patrimonio, due nuovi presidenti delle Commissioni, un nuovo Cda al Teatro ed un nuovo Amministratore all’Acs. Finisco qui la lista della spesa. Siamo alla saga di Star Wars, supereremo il limite di assessori mai avuti.

L’intervento del consigliere Giancarlo Giordano è quello più incalzante: “Una condizione così vergognosa di questo Ente non l’ho mai riscontrata. Sindaco, lei viene qui con un bilancio bocciato, su sollecitazione del Prefetto che le ha dato i giorni contati e con i banchi della Giunta vuoti. Si sono dimessi perché gli è stato chiesto di dimettersi, perché quando si apre una bancarella bisogna avere un po’ di merce da vendere. Le bancarelle non le apro io, il giochino sarà svelato quando sapremo i nomi dei pochi riconfermati e dei nuovi assessori. Questa è una maggioranza che si è costruito su interessi specifici che lei ha di volta in volta incrociato. E’ una maggioranza che si è “trasformata”. Mi intristisce il fatto che la maggioranza abbia perso anche la parola. Che teatrino, il vostro silenzio è imbarazzato e offensivo. Venire in aula dopo che si è stati convocati dal Prefetto è avvilente. Sindaco, la storia della sua amministrazione finisce qui, o meglio, finisce sul 15 pari dello scorso consiglio”.

Poche parole di circostanza per il sindaco Paolo Foti: “Ho dichiarato che la Giunta era azzerata. Non era una finzione. Visto che siamo giunti alla fine di questo processo, gli assessori hanno protocollato le dimissioni quindi a termine di regolamento nei prossimi cinque giorni nominerò una nuova Giunta”.

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