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Congresso Partito Democratico, solo il 34% degli iscritti al voto: la faida continua

Stravince l'area di Giuseppe Di Guglielmo, quella di Ciarcia ha optato per il non voto

Un congresso del Partito Democratico sotto tono, dimostrazione che nel partito di Renzi le lotte interne si fanno sempre più intestine.

Alle urne si sono recati 2980 iscritti al Pd, circa il 34.78% dei militanti irpini. Due erano le correnti: una riferimento di Giuseppe Di Guglielmo e l’altra a Michelangelo Ciarcia. Quest’ultimo ha ritenuto sottrarsi all’ultimo momento, alimentando ancora più polemiche e frizioni. Dopo i primi conteggi, non ancora ufficiali, Giuseppe Di Guglielmo è vincitore e alle sue liste "Il Territorio Protagonista" e "+ Dem" va la maggioranza dell’assemblea: 78-2. Fa en-plein nei collegi di Avellino (12 delegati per la lista "Il Territorio Protagonista, 18 per "+ Dem), Mirabella (16 "Il Territorio Protagonista", 7 "+ Dem") ed Atripalda (11 "Il Territorio Protagonista", 10 "+ Dem). "Semplicemente Democratici" raccoglie due delegati nel collegio di Ariano Irpino (Valentino Meninno e Giuseppe Ciasullo) contro i 4 de "Il Territorio Protagonista" (in Valle Ufita l’area Di Guglielmo ha presentato una sola lista). Nessun eletto, invece, tra i decariani di "Irpinia Innanzitutto".

Michelangelo Ciarcia per la mattinata ha convocato una conferenza stampa: “Constatiamo il dato di un‘affluenza estremamente bassa. Su 8629 aventi diritto al voto si sono recati alle urne solo 2865 tesserati ossia meno di un terzo degli iscritti al partito (33,2%), al lordo delle numerose irregolarità già segnalate relative alle procedure congressuali, all’anagrafe degli iscritti, incisivamente ridotta per una parte e straordinariamente ampliata per altra parte .

Tutto ciò ha già formato oggetto di puntuali ricorsi ai quali se ne aggiungeranno altri relativi all’ammissione al voto di iscritti residenti in altre province o dichiaratamente appartenenti ad altri partiti o movimenti politici. Nonostante le sopra denunziate condizioni di favore per una sola parte , quest’ ultima ha riscosso un consenso modestissimo tale da delegittimare in radice le risultanze congressuali e l’autorevolezza stessa di chi pretende di dirigere il partito.

Tutti i circoli, pur avendo consentito l’esercizio del diritto di voto, hanno registrato scarsa partecipazione o, in molti casi, una totale astensione dalla partecipazione.

Ciò conferma, ancora una volta, le tesi da noi sempre sostenute sulla legalità e la trasparenza di tutte le operazioni pre congressuali che ci hanno condotto a conseguire questo mortificante risultato.

Un candidato segretario che, sostanzialmente candidato unico, ha raccolto meno di un terzo dei voti deve immediatamente porsi l’interrogativo di chi rappresenta e se, soprattutto, abbia l’autorevolezza sufficiente a rappresentare un partito che ha largamente dimostrato di non riporre alcuna fiducia in lui e meno che mai nei suoi sostenitori”.

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