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Dino Preziosi: "Queste le regole, il sindaco Foti ha detto sì"

Azzeramento della giunta, individuazione delle priorità da affrontare, nomina dei nuovi assessori (6 o 7) ed elezioni nella primavera del 2017

Verso l’accordo di programma tra parte dell’opposizione e il sindaco Paolo Foti per traghettare la città fino al 2017, un anno prima della scadenza naturale del mandato. Il colloquio tra Dino Preziosi e Paolo Foti c’è stato. Il consigliere d’opposizione ha illustrato i punti cardine dell’accordo: “Azzeramento della giunta, individuazione delle priorità da affrontare, nomina dei nuovi assessori (6 o 7) ed elezioni nella primavera del 2017”.

Da questo recinto non si sfugge. “E’ un progetto politico nuovo e di prospettiva diversa. Resto civico, tale accordo va in questa direzione: è una battaglia per la città, sono stato candidato con una lista civica e resto tale. Antepongo gli interessi della collettività al personalismo. Sarebbe stato facile cavalcare il “tutto va male” per un ritorno strettamente elettorale. Ma non me la sono sentita” annuncia Dino Preziosi, al suo fianco c’è anche Mimmo Palumbo, consigliere comunale di lunga data che ha già vissuto esperienze commissariali: “meglio evitarle, sarebbe un salto nel baratro per la città. Possiamo dire che il comune è commissariato dall’opposizione”. Per ora sono in due ma sulla proposta stanno ragionando anche Monica Spiezia e Virgilio Cicalese.

Sulla bontà dell’operazione “salviamo la città”, Preziosi aggiunge: “Senza fondi e progettazione, cosa farà prossimo sindaco? La nostra è una responsabilità seria e strategica che va nell interesse delle nuove generazioni. I famosi 100 giorni o 120 serviranno per valutare attentamente i progressi fatti. Sarà il consiglio comunale a valutare il percorso e ascolteremo i pareri dei cittadini”.

A chi non condivide questo percorso (si riferisce a D’Ercole di Primavera Irpinia ndr) replica: “Ora mi spiego perché il centrosinistra vince da 40 anni nella città. Gli urlatori sia tra i banchi che fuori dal consiglio non servono a nulla. Vuol dire che sono poveri di proposta. E non credibili agli occhi della gente”.

Infine il passaggio sul prossimo consiglio comunale: "Non voterò gli equilibri di bilancio. Resto coerente con il mio pensiero. Non svendo la mia dignità personale per barattare qualcosa. Cedo solo per il bene della città".

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