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Rosato studia da sindaco ma Foti va sostenuto con un patto di fine consiliatura

Passaggio di consegne tra Pino Rosato e Angelo Percopo in seno all’Ospedale Moscati di Avellino: "Serve un’iniezione di gioventù dell’azienda, dobbiamo vincere la sfida del territorio"

Passaggio di consegne tra Pino Rosato e Angelo Percopo in seno all’Ospedale Moscati di Avellino. Il nome di Pino Rosato è legato a doppio filo alla struttura di via Amoretta: con lui si sono raggiunti traguardi straordinari, tanto da far divenire l’ospedale un fiore all’occhiello della Campania. Ma non basta.

I problemi della carenza di organico sono sotto gli occhi di tutti ma non solo. “Completare i lavori già avviati deve essere una priorità. – annuncia Rosato - Penso all’accesso al Pronto Soccorso o al parcheggio multipiano. Nei tre anni, invece, l’azienda può continuare a crescere. Abbiamo un’età media dei nostri dipendenti molto alta, abbiamo perso due generazioni di medici quindi abbiamo tutta l’esigenza di prendere medici giovani ed entusiasti, esperti e che possano esprimersi nella loro terra piuttosto che andare a professionalizzare in altre regioni. L’obbligo è puntare sui giovani dando spazio alla meritocrazia e soprattutto alle capacità gestionali”. Il messaggio giunge chiaro ad Angelo Percopo, profondo conoscitore della realtà sanitaria non solo campana, visto i suoi trascorsi anche in Molise. Scelto un manager dal curriculum invidiabile: “Serve un’iniezione di gioventù dell’azienda, dobbiamo vincere la sfida del territorio ed entrare in sinergia con le altre aziende. Infine proverò ad avere idea di tutte le difficoltà presenti e trovare la soluzione migliore. Non posso non farlo con l’aiuto di tutti i colleghi. Con me avrete sempre la possibilità di discutere in ogni momento”.

Se il futuro di Angelo Percopo si chiama Ospedale Moscati cosa farà il “pensionato” Pino Rosato? “Tutta la mia carriera è legata a quest’azienda. Ho fatto tutto con passione, amore e dedizione. Da quarant’anni mi spendo per questa azienda. - annuncia Rosato - L’ho fatto da quando stavo in Pronto soccorso, da cardiologo, da sindacalista, da direttore generale”.

Ed ecco la notizia che non ti aspetti. Avrà maggiore tempo da dedicare alla sua città: “Io Sindaco? Mai dire mai. Non esiste un uomo buono per tutte le stagioni, ma quando ci sono energie, volontà e una richiesta popolare alla base di una possibile discesa in campo, non ci si potrebbe tirare indietro”.

Prima, però, un invito a tenere in piedi Paolo Foti fino alla sua naturale scadenza: “Un commissariamento sarebbe un’esperienza deleteria per la città. Bisogna, quindi, dar vita ad un programma di fine consiliatura per concludere questo percorso amministrativo”.

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