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L'opposizione all'attacco di Foti: "E' solo si dimetta", Cucciniello spunta in sala e annuisce

Un simpatico siparietto: compare in sala Mario Cucciniello, del Partito Democratico, consigliere che sostiene Foti. Si siede per ascoltare e annuisce quando i colleghi dell’opposizione incalzano con parole forti contro il suo sindaco che a tutt’oggi sostiene tra i banchi

Una città allo sbando. Le ultime vicende in consiglio comunale hanno dato la dimostrazione dello stato comatoso che vive la maggioranza che dovrebbe governare Avellino. Il sindaco Foti è ormai vittima del gruppo, o meglio gruppetti che dovrebbero sorreggerlo in consiglio. Un Partito Democratico lacerato. Che preferisce i ricatti al suo sindaco al bene della città. Le dimissioni dell’apprezzata dirigente scolastica Ida Grella dà il senso.

Una vicenda inqualificabile per come si è svolta nell’aula. Ad una scelta così forte da parte del capogruppo di dimettersi, l’epilogo è stata la fuga dei consiglieri della maggioranza dall’aula e addirittura la richiesta del numero legale. I problemi della città sono rimasti lì.

Senza discussione e senza risposta. Il maggior partito che siede in consiglio ha preferito le “faccende di casa” a quelle a cuore della popolazione. L’opposizione chiede uno scatto di orgoglio da parte del sindaco Foti: “è rimasto solo. Si dimetta. Per il bene di tutti. Ma soprattutto della città”. Il primo cittadino già lo fece una volta ma poi ci ripensò. L’amministrazione, insediatasi due anni e mezzo fa è ricordata dai cittadini solo per i continui litigi, per il cambio degli assessori per ben tre volte. Un quadro allucinante. I consiglieri Arace, Giordano, Spiezia, Palumbo e Preziosi si sono ritrovati, presso il circolo della Stampa, per lanciare un messaggio univoco alla città e all’amministrazione comunale.

Nadia Arace ritiene che “Siamo alla barbarie istituzionale. Uno spettacolo indegno, un sindaco silente ed una maggioranza che in maniera vile ed irresponsabile è fuggita. Si sarebbe dovuto discutere di Isochimica, del Consorzio universitario e dell’Eliseo ma tutto questo non conta. La città è messa sotto scacco da gruppi di potere che si ritrovano in questa pseudo maggioranza che tale non è mai stata, io che dal Pd sono andata via dico che quel partito rende ciechi dinanzi alle miserie, mi sento mortificata e mortificata si sente la città. Si stacchi la spina, si ponga fine a questa agonia.

Giancarlo Giordano mette in luce le contraddizioni: “In Consiglio comunale non si rappresenta un partito ma la città. Noi non siamo qui se non per difendere la città e la dignità del Comune. Venendo al merito di quanto accaduto, le dimissioni di Grella non sono arrivate casualmente alla vigilia dell’Assemblea provinciale del Pd, e, d’altro canto, quel che accade qui non è dissimile da quel che accade a Roma. Noi non ci siamo mai sognati di usare le istituzioni per interessi di partito. Il fuggi fuggi attorno alla sua persona è tale che nemmeno lui può continuare ad ignorarlo. È ormai un uomo solo, ne prenda atto e si dimetta. Faccia questo favore alla sua persona e alla città”.

E mentre finisce di pronunciare queste parole un simpatico siparietto. Compare in sala Mario Cucciniello, del Partito Democratico, consigliere che sostiene Foti. Si siede per ascoltare e annuisce quando i colleghi dell’opposizione incalzano con parole forti contro il suo sindaco che a tutt’oggi sostiene tra i banchi.

Mimmo Palumbo aggiunge: “ La città non esiste, esiste solo il Pd. Questa è la maggioranza più scellerata che la città abbia mai avuto e sul punto basterebbe ragionare che il numero legale, nove volte su dieci, lo garantiamo noi”. Un pensiero condiviso anche da Monica Spiezia: “Foti se ne deve andare perché la città sta morendo e non lo riconosce come sindaco”.

Ha concluso Dino Preziosi: “Assenza completa di programmazione, di promesse tradite e di una città che sta morendo. Ci ritroviamo a fare i conti con un assessore come Marco Cillo che addirittura parla di una sanatoria per gli abusivi. Quello che spaventa è la disinvoltura con la quale si applica la discrezionalità alla norma e l’inadeguatezza con la quale si affrontano questioni delicatissime come sul bilancio. Foti è solo e nudo. Ma la preoccupazione mia e di tutti noi è che sul tavolo restano questioni fondamentali sulle quali, nonostante tutto, questo sindaco vuole mettere mano. In primo luogo il Puc. Sul punto diciamo con forza che non si toccherà nulla, lavoreremo per una norma di salvaguardia che salvi la città dalle mani di chi ne vuole un nuovo sacco. Quindi la mobilità, l’Eliseo, il piano di zona, tutte questioni che meriterebbero conoscenza e programmazione ma che, invece, vengono affrontate con un avventurismo spaventoso o, peggio, con il cinismo di chi utilizza il bene comune per fare i propri interessi. Ripeto, Foti è nudo e solo, vada a casa. Faccia, per la prima e l’unica volta, ciò che la città si aspetta da lui. Non c’è una persona che ne parli bene. Faccia un giro per il corso, sia vicino alla gente, l’ascolti. Almeno ne guadagnerà di dignità”. Una città abbandonata e prima di concludere spiega: “non hanno neanche inoltrato la domanda alla società trasporti per corse aggiuntive per la ricorrenza dei defunti per trasportare le persone dal centro al cimitero”. Cosa devo dire di più?  

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