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Foti torna sui suoi passi, Preziosi: "Caso degno di Sigmund Freud"

Il sindaco ha preferito riaprire la trattativa per i posti in Giunta con gruppi e sottogruppi di maggioranza

Il sindaco di Avellino, Paolo Foti, torna sui suoi passi. Queste le parole di qualche settimana fa: “Alla minoranza, al mio competitor del giugno 2013, che non ho mai ritenuto un rivale ma un legittimo avversario, chiedo un sostegno leale e condiviso” enunciate in Consiglio. Il patto dei “cento giorni” di Dino Preziosi andava in questa direzione. Il sindaco, successivamente, disse “apprezzo la posizione espressa e che ha accolto il mio invito a collaborare segnatamente riguardo alla programmazione dei fondi europei e che denota alto senso di responsabilità per la città”.

Il sindaco Paolo Foti ha cambiato rotta. Alla coerenza e disponibilità del consigliere Dino Preziosi, il sindaco ha preferito riaprire la trattativa  con gruppi e sottogruppi di maggioranza i posti in Giunta.

A questo “mercato” Preziosi ha voluto dire no. Ha convocato la stampa per ufficializzare la sua posizione, onde evitare che si potesse poi travisare. “Il sindaco ha fatto un passo indietro sull’azzeramento della Giunta, questione sulla quale aveva dato la sua piena disponibilità, preferendo l’ennesimo rimpasto. Le motivazioni? Ha detto di avere una diversa angolazione su questa problematica e di dover rispondere al partito. Strano, perché lo stesso Partito Democratico si era ufficialmente esposto chiedendo l’azzeramento della Giunta e la costituzione di una nuova maggioranza per il patto dei cento giorni. Spero che Foti abbia agito rispondendo a contorte logiche politiche, in caso contrario sarebbe un caso degno di Sigmund Freud”.

Si utilizzerà il manuale Cencelli per soddisfare tutti coloro che dovranno sostenerlo. Quindi un rimpasto, siamo al sesto, invece di una giunta meno numerosa e formata da esperti: “Si è rimangiato la parola data alla mia persona e confermata anche in Consiglio Comunale, e prima ancora da un comunicato stampa a sua firma, smentendo il documento arrivato dal coordinamento provinciale del Partito Democratico che parlava chiaramente di azzeramento e della creazione di una nuova maggioranza” dice allargando le mani Dino Preziosi. “Sono assolutamente contrario al rimpasto di deleghe che sta avvenendo in queste ore e al modo con il quale si è allargato il fronte dei consiglieri che supportano il Sindaco. La mia proposta, purtroppo, si è arenata davanti a venditori di tappeti e mercanti di vacche. I cento giorni restano vivi, nonostante le decisioni del sindaco. Il mio discorso, come avevo già anticipato in altre sedi, prescinde da accordi di potere ed è tutto focalizzato sui bisogni della città Io non ho mai ragionato politicamente, ma solo per gli interessi della città”.

Ma il pressing dei consiglieri del Pd su Preziosi resta: “I consiglieri di maggioranza mi chiamavano incazzatissimi, concedetemi il termine. Perché anche loro hanno appreso questa mattina la decisione del sindaco”.

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