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Ambrosone e Montanile: "Fedeli a Foti fino a quando ci saranno i margini"

Irpinia di base che sostiene Foti ed oggi parte integrante del Partito Democratico è formata dai due consiglieri: una eletta con l'Udc e l'altro (ex Alleanza Nazionale) con una lista civica

Enza Ambrosone e Nino Montanile, i due consiglieri comunali che eletti tra le fila delle liste alternative a Paolo Foti oggi siedono tra i banchi della maggioranza sono i primi difensori del sindaco che si ritrova tra i fuochi incrociati dei suoi stessi consiglieri di partito. Tante cose sono cambiate. Come il pensiero dei due consiglieri che hanno trasgredito il vincolo di mandato consegnato a suon di preferenze dagli elettori. Da un anno siedono tra i banchi della maggioranza grazie all'operazione Irpinia di base, correntizia al Partito Democratico.

All'unisono tengono a precisare che non hanno ricevuto posti di comando o prebende. Ma quando consegnano la lettera di Roberto D'Orsi, l'assessore sfiduciato si lasciano scappare "il nostro assessore, vicino alla nostra sensibilità ma soprattutto un tecnico di grande valore".   

Enza Ambrosone, politica fine di demitiano pensiero riesce con un sofismo incredibile a fare da moralista all'intera maggioranza: "eviteremo forzature, non firmando alcuna mozione di sfiducia nei confronti del sindaco, almeno fino a quando non ci renderemo conto che non ci sono più margini per andare avanti. Il governo della città non deve essere la proiezione del conflitto tra le varie parti del Pd altrimenti perdiamo di vista l'interesse primario, quello di Avellino e del suo sviluppo futuro. Il commissariamento sarebbe una iattura non perché non si riuscirebbero a completare le opere pubbliche ma perché si scriverebbe la parola fine ad un percorso di sviluppo che, partendo dall'Area Vasta, tutt'altro che una parola vuota, si sta intraprendendo". Chiede un ultimo sacrificio a Foti: "non farsi strattonare avendo il dovere di esercitare la sua autonomia".

L'ex Alleanza Nazionale Nino Montanile, oggi parte integrante del Partito Democratico dice che "non parteciperà a lotte di parte nella maggioranza. Se dovessimo renderci conto che è questo il solo interesse di pezzi del Pd non esiteremmo a prendere le distanze da questa amministrazione chiedendo di ridare la parola agli elettori".

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