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Comune, stravolgimenti in corso tra maggioranza e opposizione

Crocevia di un passaggio fondamentale sarà il consiglio del 19 settembre con la votazione degli equilibri di bilancio. L'opposizione è compatta nel votare contro. Cosa faranno i dissidenti?

L’atto di responsabilità verso la città annunciato da Dino Preziosi ha “risvegliato” parte dei dissidenti della maggioranza. Il gruppo che fa capo a Rosa D’Amelio, esponente di spicco del Partito Democratico avrebbero in un certo modo alleggerito la propria posizione nei confronti del sindaco nell’eventualità di un azzeramento dell’intera giunta. Si sarebbero mostrati disponibili ad avvicinarsi e sostenere il sindaco Paolo Foti da qui alla fine della legislatura. Ma nel Partito Democratico la situazione è esplosiva.

Chi accusa i vertici del direttorio provinciale è Stefano La Verde, pluri votato, assessore e poi silurato dal primo cittadino per compiacersi qualcuno. “In questi giorni molti, come me, avranno ascoltato le dichiarazioni dell'ancora sedicente sindaco di Avellino, che sono state una palese affermazione, di fronte alla città, - annuncia La Verde - del totale fallimento della sua azione politico-amministrativa ed il riconoscimento della sua inadeguatezza ed incapacità a ricoprire un ruolo così importante, tanto da chiedere aiuto al suo avversario e competitore, avvocato Costantino Preziosi. Molti, come me, avranno letto le dichiarazioni dell'ancora sedicente leader delle opposizioni per tentare di giustificare, se mai fosse possibile, questo "pasticciaccio brutto" (Ah, De Luca, De Luca, per intenderci il Governatore della Campania). La stessa persona che, dopo aver inviato atti e delibere comunali alla Procura di Avellino ed alla Corte dei Conti, prefigurando illeciti ed irregolarità, d'emblèe diventa la stampella dell'ancora sedicente sindaco di Avellino. Tutto ciò potrebbe anche essere digerito, viste le condizioni in cui siamo arrivati ed in cui versiamo. Ma quello che proprio non scende, anzi irrita ed offende, sono le dichiarazioni rilasciate da un parlamentare del Pd (Luigi Famiglietti ndr)che avalla e, addirittura, fa intendere che per il bene della città, sarebbe auspicabile che queste "larghe intese" (io le definirei "inciuci") si protraessero fino al 2018”.

Crocevia di un passaggio fondamentale sarà il consiglio del 19 settembre con la votazione degli equilibri di bilancio. L’opposizione è compatta nel votare contro, non potrebbe essere altrimenti. Ma qui si misurerà la vera coerenza dei dissidenti che stanno dando non poche grane al primo cittadino. Gli uomini di Festa e quelli di D’Amelio potrebbero votando contro all’ordine del giorno insieme all’opposizione chiudere definitivamente l’esperienza Foti. Ma siamo certi che nella loro volontà ci sia realmente questo disegno?

L’opposizione si ritrova unito solo su un punto: votare contro agli equilibri di bilancio. Sul futuro ci sono varie scuole di pensiero. Alla fine il patto per il “bene della città” dovrebbero sottoscriverlo tre consiglieri: Domenico Palumbo, Dino Preziosi e Virgilio Cicalese. Le condizioni poste sono state dette e ridette.

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