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Le aree del Partito Democratico in standby: De Blasio l'agnello sacrificale?

A tirar delle somme la vera presenza ingombrante nel Partito Democratico è Carmine De Blasio. Inutile girarci intorno. Le fibrillazioni nella maggioranza possono da un momento all’altro rientrare. I presenti all’unisono si sono in gran parte affrettati a dire che la questione è politica

Un cane che si morde la coda. Con un semplice detto si riesce a fotografare alla perfezione lo stato del Partito Democratico in Irpinia.

I consiglieri comunali si sono ritrovati a Palazzo di Città alla presenza del Sindaco Paolo Foti. L’incontro era atteso soprattutto per quantificare il numero delle presenze: tutti hanno risposto all’appello (ad eccezion di Montanile e Russo impossibilitati per motivi di lavoro). Le divisioni tanto paventate sono rientrate? No assolutamente, ma i toni sono stati distesi. O meglio si è discusso.

A tirar delle somme la vera presenza ingombrante nel Partito Democratico è Carmine De Blasio. Inutile girarci intorno. Le fibrillazioni nella maggioranza possono da un momento all’altro rientrare. I presenti all’unisono si sono in gran parte affrettati a dire che la questione è politica, poi verrà la volta della scelta del nuovo capogruppo, visto che Ida Grella non ha intenzione di ripensarci.

Nel mirino Carmine De Blasio. Il segretario provinciale ha le ore contate. Non ha più scampo. Le assenze registratesi all'appello del segretario erano proprio volte a delegittimarlo,

Nella confusione generale Foti resterà in sella al comando del Comune donando come agnello sacrificale alle varie aree del partito la “testa” di De Blasio con il placet degli organi regionali e nazionali pur di non mandare al voto in anticipo anche il comune avellinese. Ma il segretario dopo questa battaglia sarà disponibile a dimettersi? I numeri non giocano a suo favore nell’assemblea.

Il Partito Democratico è ad un bivio in tutti i sensi. Nel gruppo di maggioranza  l’area D’Amelio ha  indicato un orizzonte di dieci giorni di tempo per decidere sul da farsi, Gianluca Festa ha proposto al sindaco di presentare le dimissioni con riserva: per capire, nel giro dei venti giorni canonici, se ci sono le condizioni per trovare una quadra.

Una strada questa non praticabile: Foti perderebbe di autorità e credibilità, dimostrerebbe con i fatti che è ostaggio delle varie aree. C’è un precedente da non sottovalutare: ha già presentato una volta le dimissioni. Replicare sarebbe davvero un brutto spettacolo: a quel punto meglio chiudere questa esperienza definitivamente. E tutti a casa. Ma realmente i ribelli hanno la volontà di perdere la poltrona di consiglieri?

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