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La mozione di sfiducia c'è: per Ciampi inizia la "passione"

20 consiglieri si sono detti disponibili a sfiduciare il primo cittadino in aula dopo una discussione. Il numero potrebbe crescere. Entro trenta giorni potrebbe arrivare il commissario

Il prossimo venerdì sarà di inizio passione per il sindaco di Avellino Vincenzo Ciampi. In quella data, infatti i gruppi Pd, Davvero, Popolari, Insieme Protagonisti, Mai Più e La Svolta Inizia da Te presenteranno all’ufficio di presidenza del Consiglio Comunale il testo da discutere in aula. Entro trenta giorni la mozione dovrà essere calendarizzata.

I fautori che si oppongono all’amministrazione dell’”anatra zoppa” del Movimento 5 Stelle prediligono la strada della discussione nell’aula di consiglio, rispetto alle dimissioni da protocollare tutti insieme per far decadere l’amministrazione Ciampi improduttiva agli occhi di tutti.

Una scelta giusta, in modo da mettere a corrente la città delle difficoltà che la città sta patendo da giugno 2018. In quell’occasione i trentadue consiglieri avranno l’occasione per esprimere il proprio parere. Una sorte di referendum sui primi 100 giorni di Vincenzo Ciampi e della sua giunta. Sono ore decisive per far quadrare il documento. Agli otto firmatari della prima bozza (Nello Pizza, Nicola Giordano, Alberto Bilotta, Modestino Verrengia, Lino Pericolo, Marco Cipriano, Marietta Giordano, Leonardo Festa e Dino Preziosi) si aggiungono Enza Ambrosone, Livio Petitto, Laura Nargi, Carmine Montanile, Stefano La Verde, Ivo Capone, Gianluca Festa, Giuseppe Negrone, Ugo Maggio, Gianluca Gaeta e Nadia Arace.

20 consiglieri già utili per chiudere anzitempo questa parentesi amministrativa. Curiosità suscita cosa penseranno gli altri consiglieri che occupano i banchi del consiglio che per ora preferiscono mantenere riserbo e attendere la discussione in aula per decidere. Senza giri di parole la Lega (2 consiglieri) per bocca di un rappresentante Sabino Morano ha detto di non essere interessato. I due rappresentanti di Forza Italia (Ines Fruncillo e Lazzaro Iandolo) sono orientati a capire prima il contenuto della mozione con le dovute motivazioni e poi prenderanno una posizione chiara e netta in aula, teatro naturale della resa finale.

Ma il colpo di scena potrebbe anche riservarlo il primo cittadino stesso: Ciampi, infatti, potrebbe presentare lui stesso le dimissioni e capovolgere il tavolo. Si gioca sui tatticismi, ma ormai la parentesi Movimento 5 Stelle ad Avellino sarà la pagina più breve della storia italiana.

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