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Commercio avellinese al collasso, Primavera Irpinia: “Una pagina social per i commercianti”

Commercio avellinese al collasso, la proposta di Paolo Ferraro di Primavera Irpinia

Commercio avellinese al collasso, la proposta di Paolo Ferraro di Primavera Irpinia: «A breve saremo operativi con una pagina sui social network dove tutti i commercianti potranno lasciare il proprio messaggio sulle cose che ci sono da sistemare. Il nostro dovere è sicuramente dare risalto al problema, quale che esso sia, e trovare insieme delle soluzioni valide e fattive. Altrimenti ci ritroveremo a parlare, ancora una volta, del nulla più assoluto».
Questi i riferimenti: Idee per il commercio: Avellino rialzati.  
Ecco il suo intervento che spiega nel dettaglio la proposta: «Accetterei serenamente se qualcuno mi dicesse: “è facile dare sempre le colpe agli altri”. Lo accetterei perché la penso anche io così ma ditemi voi, e ditemi sul serio se per ogni magagna di questa città non c’è responsabile che non sia questa amministrazione fantasma».
Inizia così la “disamina delle idee” lanciata da Paolo Ferraro, promotore insieme a Sabino Morano di Primavera Irpinia, una associazione che sta riscuotendo consensi nel capoluogo irpino e che già da mesi ha iniziato il proprio tour alla ricerca di istanze e di soluzioni per il territorio.
Nel progetto, le idee del giovane Ferraro, libero professionista, grafico pubblicitario con un passato da progettista in una industria dell’Alta Irpinia, si colloca la rinascita del commercio avellinese. Settore praticamente allo sbando.

«Credo che l’esperienza fatta con il lavoro possa essere fondamentale anche per dare risposte ai cittadini. Avellino è un deserto. Il commercio è praticamente l’ombra di quella filiera economica che è stata a cavallo tra gli anni settanta e ottanta. Il susseguirsi di decenni di amministrazione di centro sinistra, tra Margherita, diesse e partito democratico ha portato ad un totale impoverimento di quello che prima era il volano della nostra economia. Non sta a me, oggi, indicare i responsabili di questo scempio uno per uno, altrimenti ci vorrebbero pagine di giornali. Ma ora è arrivato il momento di dare una svolta».
 

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