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Sabato, 15 Giugno 2024
Politica

Mara Carfagna ad Avellino: "Avevamo investito molto per il Sud ma il Governo Meloni ha bloccato i finanziamenti"

Le dichiarazioni dell'ex ministro per il Sud, giunta ad Avellino per sostenere la candidatura di Luigi Casciello alle Europee

Continua la serie di iniziative organizzata da Azione, che oggi ha visto la partecipazione dell'onorevole Mara Carfagna ad Avellino. L'incontro ha rappresentato un'importante occasione per sostenere la candidatura di Luigi Casciello alle elezioni europee dell'8 e del 9 giugno prossimi e per delineare le linee guida del programma europeo di Azione alla presenza dei referenti territoriali del partito Stefano Farina, Antonella De Angelis, Emilio Sarno e Mimmo Gambacorta. 

Mara Carfagna ad Avellino per sostenere la candidatura di Luigi Casciello alle Europee

"Non cambieremo il nostro modo di fare politica. Non parliamo di chi è stato più volgare tra De Luca e Meloni, di chi ha rispettato meno il ruolo istituzionale che ricopre, di quali sono i tappi più comodi per le bottigliette di plastica, o di chi è più simpatico tra Orbán e Macron, se Le Pen può diventare una buona amica dell'Italia oppure no - ha dichiarato Mara Carfagna - parliamo invece di come vogliamo rafforzare l'Europa per renderla capace di competere con le altre potenze mondiali come Stati Uniti e Cina, di quali sono le caratteristiche che i nostri candidati mettono in campo per affrontare tutti i dossier di politica estera, economica, industriale e ambientale. Parliamo di quali sono gli strumenti cognitivi e intellettuali necessari per poter contare in Europa, per poter difendere al meglio gli interessi europei".

Su Luigi Casciello, l'ex ministro per il Sud durante il Governo Draghi ha affermato: "È uno dei nostri bravissimi candidati. Noi non abbiamo deciso di candidare influencer del voto o persone che evocano pagine terribili della nostra storia. Abbiamo sentito oggi le ultime del generale Vannacci, che non me la sento neanche di chiamare generale perché credo che il nostro esercito non meriti accostamenti del genere. Non abbiamo candidato persone che possono rappresentare specchietti per le allodole e per gli elettori, ma candidati qualificati e competenti, che sapranno difendere al meglio gli interessi italiani e del Mezzogiorno a Bruxelles".

"Se il Governo Meloni sta facendo abbastanza per il Sud? Bisogna chiederlo ai sindaci e ai cittadini delle aree interne. Noi, grazie anche a Domenico Gambacorta, che è stato mio consigliere per la strategia nazionale per le aree interne, avevamo investito moltissimo siglando tutti gli accordi di programma quadro per le 72 aree interne, propedeutici per l'erogazione dei finanziamenti. Avevamo istituito una 73esima area interna dedicata alle isole minori e 43 nuovi comuni beneficiari di interventi e finanziamenti. Avevamo stanziato fondi per la prevenzione incendi, le infrastrutture sociali e la manutenzione stradale".

"Questo governo - ha sottolineato- in un anno e mezzo non ha mai istituito il comitato tecnico per le aree interne; lo ha sostanzialmente abolito e cancellato con il Decreto Sud. Ha istituito una nuova cabina di regia, una delle tante perché non si negano a nessuno. Nel frattempo, l'unica cosa che ha fatto è stato bloccare i finanziamenti per la prevenzione incendi, ha rallentato i finanziamenti per le infrastrutture sociali di comunità e ha fermato gli investimenti  per le vecchie e nuove aree. Quindi, lasciate stare il giudizio di un ex ministro, che può apparire di parte, e guardate ai fatti".

Sulla piattaforma logistica: "L'intervento, che avevamo finanziato con 26 milioni di euro, è stato definanziato perché secondo il Governo non sarebbe stato realizzato nei tempi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Ma è evidente che il Ministero dei Trasporti e il Ministero per il Sud devono monitorare, sollecitare, verificare l'attuazione degli interventi e mettere i soggetti attuatori, in questo caso RFI, nelle condizioni di ultimare le opere nei tempi previsti".

"Quando io ho stabilito che il 40% del PNRR dovesse essere destinato al Mezzogiorno, è ovvio che non ho stabilito un automatismo. Non basta scrivere su una norma che il 40% debba andare al Mezzogiorno. Non passava giorno al Ministero per il Sud senza lavorare per affiancare tutte le amministrazioni nazionali e territoriali titolari di interventi del PNRR affinché rispettassero i tempi. Quello è il lavoro da fare" ha aggiunto l'ex ministro per il Sud.

"Il Governo ha addirittura soppresso l'Agenzia per la Coesione Territoriale, che era il braccio operativo del Ministero per il Sud e che faceva esattamente questo lavoro di affiancamento alle amministrazioni titolari degli interventi, di monitoraggio e, laddove emergesse il bisogno, di sostituzione delle amministrazioni inadempienti. Tutto questo non è stato più fatto e non si fa più" ha concluso.

"Continuerò a svolgere il lavoro che ho fatto da parlamentare - ha assicurato Luigi Casciello - ho lavorato molto, anche per l'area di Ariano Irpino, dove insieme al ministro Carfagna, di cui mi onoro di essere stato consigliere politico al Ministero del Sud, avevamo previsto 26 miliardi per la stazione logistica della Valle dell'Ufita. Abbiamo finanziato la Lauro - Palma Campania per circa 68 milioni e ora finalmente è in una fase operativa ed esecutiva, con un ulteriore contributo da parte della Regione Campania. Avremmo potuto fare molto di più se non fosse stata tolta la fiducia al Governo Draghi".

Per quanto riguarda l'Europa, Casciello ha affermato: "Una delle nostre priorità è la sanità. Se non si adotta il MES, gli italiani continueranno a spendere circa 40 miliardi l'anno in prestazioni private, ed è una vergogna che va cancellata. Questo si può fare solo con i fondi europei, con i fondi del MES, contrariamente a quanto affermano le altre forze politiche, che sostengono 'meno Europa, più Italia'".

"Più Italia e più benessere per gli italiani si possono ottenere solo con l'aiuto dell'Europa - ha continuato - un'altra priorità è la politica estera, considerando la guerra a due passi da noi. Abbiamo un esercito assolutamente inadeguato a difendere persino i nostri confini e dobbiamo avere una politica estera unica e un esercito comune". Attenzione anche all'agricoltura: "Vanno riviste le politiche agricole comunitarie, è necessario introdurre criteri per cui i produttori agricoli siano sostenuti anche finanziariamente, ma per incentivare le produzioni, non per non produrre. Come si incentiva la produzione? Si incentiva con le nuove tecnologie e con finanziamenti adeguati per l'intelligenza artificiale. Tutte cose previste in Europa per le quali è necessario prestare attenzione ai produttori italiani".

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