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Legge sul Vino, ok della Camera al Testo Unico che taglia la burocrazia

Il plauso di D'Agostino per un provvedimento importante per l'economia dell'Irpinia

“Con l’approvazione della proposta di legge in materia di vino e prodotti vitivinicoli, il Parlamento ha dato una risposta concreta all'esigenza di semplificazione delle tante procedure burocratiche che creavano disagi ai produttori. Un importante passo in avanti in particolare per la nostra Irpinia così ricca di produzioni di qualità e di prodotti di eccellenza esportati in tutto il mondo.” Lo afferma Angelo D’Agostino, deputato e vice presidente di Scelta Civica, che commenta così l’approvazione a Montecitorio della proposta di legge sulla disciplina organica della coltivazione della vite e della produzione e del commercio del vino.

Il provvedimento ha come punto cardine lo snellimento burocratico a carico delle imprese, l'alleggerimento per gli adempimenti,, l'allineamento dei processi di produzione enologici europei e il riconoscimento del vitigno autoctono nazionale. Grazie a questa legge sarà quindi possibile valorizzare il patrimonio nazionale del vino, così come spiega il deputato.

“Si era giunti al paradosso – prosegue D’Agostino – di una burocrazia fatta da controlli inutili e ripetitivi che sottraevano risorse economiche e di tempo ai produttori e, di conseguenza, agli investimenti sulla qualità. Avevamo bisogno di un provvedimento che riunisse tutte le leggi in vigore che disciplinavano la produzione di vino e di prodotti vitivinicoli. La legge approvata oggi innova le procedure rendendole meno farraginose e soprattutto meno costose per i produttori. Inoltre introducono un sistema informatico unico di gestione che, insieme alle altre semplificazioni, agevolerà  i produttori riducendo drasticamente le 100 giornate lavorative che fino ad oggi dovevano dedicare alla burocrazia. Tutto è perfettibile, ma è evidente che siamo andati nella direzione giusta. La nuova legge ribadisce che i 'territori adiacenti', nei quali è possibile la produzione 'di origine', debbano avere analoghe condizioni ambientali, gli stessi vitigni, che siano praticate le medesime tecniche colturali e i vini prodotti in tali aree abbiano uguali caratteristiche chimico-fisiche e organolettiche di quelli di origine. Solleciteremo un’attenta vigilanza affinché tale disposizione venga rispettata, evitando gli abusi del passato.”

"Intanto va dato atto - chiude D'Agostino - che, dopo tanti anni di attesa, è questo Parlamento ad aver approvato un Testo unico che ha coordinato e razionalizzato la normativa vigente, supportando concretamente i produttori e rafforzando la competitività del nostro vino nel contesto internazionale."

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