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Anche ad Avellino Di Maio snobba la stampa: di cosa ha paura il vicepremier?

Il Movimento 5 Stelle vanta di essere la scelta del cambiamento. Ma si cambia in meglio o in peggio?

Di Maio arriva ad Avellino ma, la vera notizia, è che ha snobbato per l’ennesima volta la stampa. Andiamo per ordine, Di Maio era atteso alle ore 21 in via Matteotti per tirare la volata al candidato sindaco Picariello (per la cronaca, ex vice sindaco del decaduto Ciampi). Per l’occasione, l’ufficio stampa avellinese del Movimento 5 Stelle ha organizzato (via Wathsapp) una sorta di procedura di accreditamento, convocando i giornalisti per le ore 20,15.

Detto - fatto e, alle ore 20, decine tra giornalisti e operatori erano già assiepati nei pressi del palco montato per l’evento. Gli stessi giornalisti vengono invitati a radunarsi dietro il palco per attendere il ministro, con tanto di “punto d’incontro” stabilito. Passano le ore 21, ma il ritardo del vice premier è il male minore visto che, dopo oltre un’ora di attesa, una persona dello staff comunica ai giornalisti che Di Maio “non rilascerà dichiarazioni”. Sgomento e rabbia per gli addetti ai lavori che intanto (vista la posizione a dir poco sacrificata) non hanno potuto seguire gli interventi degli altri esponenti pentastellati e, quindi, anche del candidato Picariello.

Tuttavia, la speranza è definitivamente “morta” quando il buon Di Maio, arrivato con oltre un’ora di ritardo, ha bypassato la stampa passando dall’altra parte del palco. Stando ai fatti, la domanda sorge spontanea: di cosa ha paura Di Maio? Delle domande scomode? Ci sono realtà irpine che ancora attendono risposte serie. A poco servono le dichiarazioni che, sul palco, il ministro ha rilasciato sul rischio di abolizione del reato di abuso d’ufficio. Di Maio, questa sera, si trovava in Irpinia e sono molte le domande cui, il vice premier con delega al Lavoro e allo Sviluppo, avrebbe dovuto dare una risposta.

Industria Italiana Autobus, Novolegno, Fca... queste sono le vertenze simbolo del territorio irpino che, nonostante la "visita" di Di Maio, restano in attesa di un segnale dal Governo del cambiamento nel minor tempo possibile. 

E' bene ricordare, inoltre, che anche la ministra Lezzi, in visita in Irpinia sempre per la campagna elettorale, aveva “candidamente” evitato di incontrare i lavoratori ex Iribus, che molto speravano nella sua visita. Infine, stando sempre ai fatti e all’atteggiamento rivolto nei confronti della stampa da parte del ministro, ricordiamo che Di Maio è l’esponente del Governo che spinge maggiormente per il taglio dei fondi all’editoria. Il Movimento 5 Stelle vanta di essere la scelta del cambiamento. Ma si cambia in meglio o in peggio?

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