Inquinamento atmosferico, si accendono i riflettori di "Ossigeno"

Venerdì 22 marzo, alle ore 17:30, alla Chiesa del Carmine, il presidente dell’associazione Ossigeno, Luca Cipriano insieme agli attivisti

L’associazione Ossigeno, proseguendo nel proprio lavoro sui contenuti per trovare soluzioni concrete ai problemi reali che la città di Avellino è chiamata ad affrontare giorno dopo giorno, accende i riflettori su uno dei temi di più stretta attualità: l’inquinamento atmosferico.

Venerdì 22 marzo, alle ore 17:30, alla Chiesa del Carmine, il presidente dell’associazione Ossigeno, Luca Cipriano insieme agli attivisti Lucio Caso, ingegnere civile esperto in materia di
Ambiente e Pasquale Matarazzo, tecnico ambientale alla Regione Campania e con il contributo di Maurizio Galasso, uno dei maggiori esperti in materia di Ambiente e depurazione
delle acque in Campania, padre del WWF Avellino e tra i primi a denunciare lo smaltimento illecito dell’amianto dell’Isochimica, presenteranno un piano serio di contrasto all’inquinamento in città.
Nel corso dell’incontro dal titolo «Smog, che fare?» verranno analizzate le cause più evidenti dell’inquinamento e verrà proposto un programma di intervento articolato per un fattivo
contrasto all’inquinamento atmosferico. All’incontro interverranno anche Stefano Sorvino, commissario dell’Agenzia regionale per la Protezione Ambientale della Campania e Giovanni De
Feo, professore di Ecologia industriale all’Università di Salerno e ambientalista dell’anno 2018.

«L’ultimo report di Legambiente rivela che Avellino è tra le città più inquinate d’Italia. Per invertire questa preoccupante tendenza non bastano misure disarticolate che fungono da palliativo al
problema e generano solo disagi e disservizi ai residenti e ai commercianti della città – afferma Luca Cirpiano – Ossigeno continua a ragionare sui contenuti che sono alla base di un programma
serio per Avellino e, con l’aiuto di quattro esperti in materia ambientale, presentiamo un piano articolato, convinti di dare un contributo concreto per contrastare l’inquinamento atmosferico».
«L’inquinamento atmosferico è un fenomeno complesso e di non semplice gestione. Per monitorarlo concretamente occorre fare un approfondimento molto concreto sui contributi
prodotti da ogni singola fonte inquinante. Bisogna partire da una diagnosi molto seria del fenomeno. Solo in questo modo sarà possibile trovare dei rimedi veramente efficaci – spiega
Maurizio Galasso, amministratore del Ceris, centro di ricerche di Solofra – I rimedi devono essere valutati in un arco temporale sufficientemente lungo. Anche dal punto di vista spaziale il fenomeno
non può essere affrontato per singola città. Le ordinanze che bloccano il traffico sono una misura tampone che lasciano il tempo che trovano. Avellino può e deve essere il comune capofila per
governare il processo di contrasto all’inquinamento atmosferico nell’area, ma deve avere anche la forza e l’autorevolezza per stimolare i comuni limitrofi a seguirla su questo terreno».
«Smog, che fare?» è la 20esima iniziativa, incentrata su temi di stretta attualità, organizzata da Ossigeno, che ad aprile spegnerà la sua seconda candelina. In due anni di vita, l’associazione ha
coinvolto gli avellinesi lavorando sui contenuti per fornire il proprio contributo ad un programma di rilancio della città.

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