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Arpa Campania, Vasaturo fa il bilancio dell'anno

Lo dice ad Askanews il Commissario dell'Arpa Campania, Pietro Vasaturo

"Nell'approssimarsi di una sfida elettorale sarebbe opportuno tener fuori gli enti tecnici e strumentali, quelli preposti a funzioni primarie, super partes. Non sono un politico ma un dipendente statale e sono rispettoso della politica che, però, non può fare strumentalizzazioni".

Lo dice ad Askanews il Commissario dell'Arpa Campania, Pietro Vasaturo, che prova così a metter fine alla querelle con il sindaco di Napoli de Magistris dopo il black out del sito Internet dell'Agenzia (riattivato oggi alle 14) e la conseguente difficoltà di divulgazione dei dati di monitoraggio delle centraline che rilevano l'inquinamento dell'aria. In un lungo colloquio, Vasaturo fa il punto dopo due anni alla guida dell'Ente. Soprattutto in vista della fine del suo incarico (è stato nominato da Stefano Caldoro nel dicembre 2013) che, con la legge regionale varata a dicembre scorso (in cui è prevista la cessazione di ogni commissariamento), sarà presto di competenza di un direttore scelto dalla nuova giunta regionale di Vincenzo De Luca.

"Da quando sono commissario, gli organi politici regionali, sia la vecchia che la nuova giunta, hanno sempre rispettato questo principio di terzietà. Non ho mai avuto pressioni politiche. Anzi, devo riconoscere che l'esecutivo di De Luca ha incoraggiato il funzionamento e l'impegno dell'Arpac. Circostanza che, naturalmente, non vuol dire che l'Ente non debba impegnarsi e migliorare sempre di più". Dirigente regionale, con una lunga carriera professionale nelle P.A., Vasaturo si ritiene "amico personale di Caldoro" così come "amico personale di Mario Casillo e Gennaro Oliviero" (rispettivamente capogruppo e consigliere del Pd). E si dice, inoltre, "grato a De Luca e a Fulvio Bonavitacola (vicepresidente e assessore all'Ambiente, ndr) per essere stati seri e cordiali". "Avrebbero potuto rimuovermi con un atto amministrativo - osserva - che sarebbe stata una bocciatura immeritata".

D'altro canto, ammette, "la fine dei commissari in Campania era uno dei temi del programma di De Luca e la legge che ne decreta la cessazione è dunque uno strumento adeguato al suo programma di governo". Nel fare un bilancio di due anni di lavoro alla guida dell'ente, Vasaturo ricorda di aver "ripianato una settantina di milioni di debiti, di aver evitato danni erariali per circa 25 milioni di euro, riuscendo a risolvere un contenzioso per la sede di Caserta" e di aver affrontato e risolto l'annosa questione della partecipata Arpac Multiservizi "salvaguardando 250 lavoratori".

Attualmente l'Arpa Campania sta completando un lavoro di adeguamento e ammodernamento della rete di centraline installate nel territorio regionale per il monitoraggio della qualità dell'aria. Delle 38 esistenti, 23 sono allocate nei capoluoghi di provincia e in aree rilevanti di ciascuno di essi. Due i gruppi principali distinti, quello di Napoli-Caserta (con 15 centraline di cui 6 a Napoli, 2 a Caserta, 1 a Maddaloni, 2 ad Acerra, 1 a Casoria, 1 nell'area Asi di Pomigliano d'Arco, 1 a San Vitaliano e 1 a Torre Annunziata), quello denominato "zona costiero-collinare" con 13 centraline ( 2 ad Avellino, 3 a Benevento, 2 a Salerno, 1 a Cava de' Tirreni, 1 a San Felice a Cancello, 1 a Nocera Inferiore, 1 a Sparanise, 1 a Solofra, 1 a Pignataro Maggiore). L'ultima tranche di adeguamento tecnologico della rete riguarda 10 centraline: a Napoli quella del Santobono, del Nuovo Pellegrini, del Museo, della Ferrovia e di via Argine; una a Caserta; una ad Avellino, una a Benevento e le due di Salerno. Le risorse utilizzate sono stati fondi del Por Fesr 2007-2013 pari a 2,8 milioni di euro. Fonti Arpac assicurano che i lavori, avviati a ottobre 2015, saranno completati entro un paio di mesi.

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