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Ariano, aumenta la Tari: Gambacorta chiede sacrifici ai cittadini

Nel comune del Tricolle la gente è sfiduciata: ormai alle parole di Gambacorta nessuno crede più. E l'opinione pubblica si schiera interamente da parte dell'opposizione che nel prossimo consiglio del 20 agosto incalzerà la Giunta e la maggioranza

L'amministrazione comunale del sindaco di Ariano Domenico Gambacorta ha previsto l'aumento della Tari del 10% al fine di migliorare il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Ma tra i cittadini serpeggia molto malumore. Da un lato il sindaco chiede di pagare di più, dall'altra promette che più si collabora e meno si pagherà di differenziata e di conseguenza si potrà anche diminuire la Tari in futuro. Ma ormai alle parole di Gambacorta nessuno crede più. E l'opinione pubblica si schiera interamente da parte dell'opposizione che nel prossimo consiglio del 20 agosto incalzerà la Giunta e la maggioranza. 

"La decisione presa sulla TARI, denota ancora una volta, come si tenti di non consentire al consiglio comunale di offrire un proprio contributo alla definizione delle aliquote da utilizzare per la tassa sui rifiuti. Questa amministrazione ha portato il piano finanziario in Consiglio l'ultimo giorno utile prima della sua approvazione, imponendo un piano finanziario deleterio e gravosissimo per le non certo floride circostanze economiche che attanagliano la comunità in questo periodo. Con quest'azione, si aprono anche numerose ferite interne alla stessa maggioranza, poiché, in sede di decisione non sono state considerate nemmeno le indicazioni migliorative proposte dagli stessi consiglieri che la compongono; che in qualche caso oltre ad astenersi dal votare il documento, si sono allontanati abbandonando l'aula consiliare dopo il voto stesso". Inizia così l'intervento del consigliere comunale Alessandro Ciasullo di Svolta Popolare che poi scende nei particolari: "Venendo ai dettagli del piano economico 2015 per la TARI, oltre a registrarsi incrementi di spesa che porteranno ad un esborso ulteriore (rispetto al 2014) di circa 580.000,00 Euro per un totale di quasi 4.000.000,00 di Euro, si evidenzia come dal 2012 al 2015 vi sia un incremento di spesa per la cittadinanza arianese di ben "1.500.000,00" di Euro, aggravio che ha considerato come prioritario più la salvaguardia dei contratti di gestione con Irpiniambiente s.p.a. che non le esigenze di ottimizzazione e risparmio che pure potevano attuarsi a favore della collettività arianese".

Seppur con un passato di assessore all'Ambiente, Gambacorta non è riuscito sotto la sua guida amministrativa a dare una svolta nella raccolta differenziata. "Un salasso amaro se rapportato alle percentuali di differenziata che questo comune è riuscito a compiere negli ultimi anni, infatti si è passati da quasi il 36% del 2008 al 37,08% percento del 2014. Percentuali che avrebbero dovuto vedere un incremento progressivo direttamente proporzionale ai costi sostenuti dagli arianesi e coerenti con gli obiettivi imposti dal Piano Regionale che per la Provincia di Avellino prevede, già dal 2012, una differenziata pari al 65%" - dice Ciasullo. 

"Una realtà allo sbando, che non può più perdere tempo se vuole riprogrammare il proprio futuro. La scelta di procedere "mano militare" e in maniera del tutto auto-referenziale in qualsiasi decisione che riguardi la comunità locale, denota un'assenza di prospettive politiche a lungo termine ed una improvvida capacità di programmare azioni concrete per la città. Per queste ragioni continueremo a palesare tutte le false promesse di cui gli arianesi stanno iniziando a pagare il conto".

Dello stesso tenore la nota di Carmine Grasso, consigliere comunale del Partito Democratico: ''C’è veramente da indignarsi e non  di poco.

L’amministrazione Gambacorta e la sua espressione in consiglio comunale su proposta dell’assessora Gambacorta ha approvato l’aumento della TARI per circa il 15% a carico delle famiglie (nel caso nucleo familiare composto da 2 componenti ed abitazione di 110 mq per un aumento di circa a 40 euro) e di oltre il 20% a carico delle attività (con un aggravio, per ogni 100 mq di attività, di circa 100 euro per uffici, studi professionali, carrozzerie ed autofficine, 120 euro per negozi di abbigliamento,calzature, cartolibrerie, 270 per i ristoranti, trattorie e pizzerie ).

 Le motivazioni principali del voto contrario della opposizione  sono stati  gli eccessivi costi del servizio e  l’incapacità di razionalizzare e programmare lo stesso. Forse per l’amministrazione  era il caso di mettere più impegno nel controllare la raccolta indifferenziata che ha maggiori costi e nel programmare il servizio   in modo che non andasse incontro a degli eccessivi aumenti magari introducendo dei meccanismi premiali per i cittadini più attenti e che differenziano meglio. Il paradosso è che nel momento in cui l’assessore dichiara che la raccolta differenziata passa dal 35 a 48% e che ha scovato centinaia di evasori,  i costi del servizio lievitano in maniera spropositata(quasi seicentomila euro) e tutti sulle spalle dei cittadini".

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