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Montanile e Ambrosone, aumentano gli scontenti: Foti rischia grosso

Nella missiva, senza giri di parole si mette nero su bianco l'incomunicabilità con il sindaco

Anche  Enza Ambrosone e Carmine Montanile consiglieri comunali di Irpinia di base, corrente del Partito Democratico scrivono al premier Renzi. Nella missiva , senza giri di parole si mette nero su bianco l'incomunicabilità con il sindaco. Sono dieci consiglieri della maggioranza a "soffrire" del comportamento del primomcittadino. Ma dopo la lettera di appello, avranno il coraggio di dimettersi e sfiduciare il sindaco? Se lo chiedono in molti. I dieci di maggioranza e i nove dell'opposizione garantiscono di essere pronti a firmare la sfiducia. Il primo passo dovrà essere fatto dai dissidenti di maggioranza a ruota seguirebbero quelli di opposizione. I numeri ci sono tutti: bastano 17 firme. Qui si parla di 19 scontenti.

Questo il contenuto della missiva di Ambrosone e Montanile a Renzi: "chi Ti scrive ha aderito con convinzione al Partito Democratico ed al tuo progetto politico oltre un anno fa, a margine di un lungo e faticoso travaglio. Siamo due consiglieri comunali di Avellino, eletti nel 2013 tra le fila delle opposizioni e passati in maggioranza attraverso la costituzione di un gruppo autonomo e di un soggetto associativo, Irpinia di Base, che ha immediatamente allargato i propri recinti a tanti amministratori e militanti in città come in provincia.

Siamo stati parte attiva in tutti i passaggi significativi affrontati dal Partito Democratico senza mai anteporre il nostro personale interesse o le nostre personali ambizioni. Abbiamo partecipato fattivamente alle elezioni provinciali a sostegno del sindaco di Avellino Paolo Foti, abbiamo partecipato attivamente alle primarie per la selezione del candidato Governatore, quindi alla campagna elettorale che ha condotto alla vittoria del centrosinistra e di Vincenzo De Luca alla Presidenza della Regione, dunque all'ultima tornata amministrativa sui territori.

Il Pd è il nostro partito, ci siamo con il cuore e con la testa e abbiamo l'ambizione di continuarlo a rappresentare fuori e dentro le istituzioni in linea con quello che è il Tuo messaggio riformatore e di rinnovamento. Siamo orgogliosi del percorso sinora condotto e continuiamo a ritenere che per i destini di questa nostra città, capoluogo di una provincia complessa e di grandi tradizioni, terra di cerniera incastonata nel cuore di questo nostro Mezzogiorno, sia assolutamente necessario un Partito democratico forte, coeso e capace di dare risposte vere ai cittadini attraverso la rappresentanza istituzionale. Esattamente il contrario di quello che accade ed è accaduto in questi anni ad Avellino.

Abbiamo voluto credere, nonostante gli insuccessi e le difficoltà collezionati da questa amministrazione cittadina sin dalla sua nascita, di poterci mettere a servizio di una svolta necessaria per l'interesse della città di Avellino e del Partito Democratico. Nel momento in cui formalizzammo il nostro passaggio in maggioranza ponemmo chiaramente delle condizioni, solo ed esclusivamente sul terreno programmatico, condizioni che, purtroppo, sono state puntualmente tradite e disattese. Non ci siamo mai sottratti davanti alle difficoltà assumendoci sempre le nostre responsabilità: abbiamo espresso per pochi mesi il pesantissimo assessorato all'ambiente (Avellino – come sai – è la città dell'Isochimica) ma abbiamo dovuto rimettere la delega dinanzi all'evidente impossibilità di incidere fattivamente sull'azione amministrativa della giunta. Non abbiamo gettato la spugna, fiduciosi del fatto che quel percorso amministrativo potesse essere salvato solo attraverso una svolta politica. Proprio a riguardo, accettammo di assumere la guida del gruppo consiliare del Partito Democratico attraverso la nomina di Enza Ambrosone (prima firmataria di questa missiva) ma anche questo ultimo tentativo si è risolto in un fallimento. A distanza di un mese, nel corso di una infuocata Assise straordinaria convocata in ragione dell'esplodere di una complessa e grave vicenda giudiziaria che ha coinvolto la principale azienda municipalizzata, ufficializzammo l'indisponibilità a proseguire nella guida del gruppo e comunicammo al sindaco la smaterializzazione della sua maggioranza in ragione dei numeri e delle posizioni emerse.

Era il mese di maggio, in quella sede chiedemmo al Sindaco di prendere atto dell'evidenza delle cose e di ricercare, nel dialogo con tutte le forze presenti in Assise, la via per condurre la città al voto entro la prossima primavera sulla base di un accordo su pochi punti qualificanti. Il nostro appello e quello di tanti altri amministratori democratici fu completamente ignorato, tanto da arrivare all'approvazione del bilancio con soli 11 voti in seconda convocazione. I problemi della nostra città meritano ben altri numeri.

Oggi, a valle di questo percorso, avendo constatato l'impossibilità di incidere sui processi e di più di aggredire le tante emergenze che la nostra città vive, ci ritroviamo a dover prendere atto che questa amministrazione ha finito il suo percorso e che è assolutamente necessario porre fine a questa agonia prima che sia troppo tardi. Per la città e per il Partito democratico. Non possiamo consentire che questo sfilacciamento amministrativo conduca alla più assoluta incomunicabilità con la nostra città, minando alle fondamenta la credibilità e la storia del Pd in questa città e in questa provincia. Ti chiediamo, dunque, di intervenire al più presto in maniera decisa ed incisiva per indicare una via che possa consentire alla città di tornare al voto la prossima primavera, per impedire l'estinzione del Pd e per cercare di salvare le sorti di Avellino".

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