Giornata Mondiale dell’Alfabetizzazione: anche l’Irpinia ha le sue battaglie

La nota di Antonella Meninno

La Giornata Mondiale dell’Alfabetizzazione, che ricade oggi 8 Settembre, è stata istituita dall’Unesco nel 1965, per ricordare alla comunità internazionale l’importanza del giusto sviluppo dei livelli di istruzione e cultura in tutti i paesi.

A quanti credono che, nel Terzo Millennio, si tratti di una ricorrenza obsoleta e inutile, mi preme ricordare che nel mondo, stando agli ultimi dati forniti dall’Onu, 103 milioni di giovani non possiedono capacità di base in lettura e scrittura, e di questi oltre il 60% sono donne.

Ma sarebbe sbagliato percepire il problema dell’alfabetizzazione come un’esclusiva dei paesi in via di sviluppo. Per garantire un adeguato livello di istruzione, come diritto inalienabile per tutti, la guardia va tenuta alta anche in Italia, in Campania e in Irpinia.

La dispersione scolastica è un grave problema del nostro Paese: il 14,5% degli studenti italiani non completa il percorso d’istruzione superiore, mentre la Campania è la terza regione per abbandono degli studi, con un 19% che supera significativamente la media nazionale.

E, se da un lato è vero che la nostra provincia è forse meno direttamente interessata da questo fenomeno, dall’altro deve fare i conti con strutture inadeguate a garantire il diritto allo studio.

Ciclicamente assistiamo alla chiusura di istituti di ogni ordine e grado perché non a norma. Gli accorpamenti con altre scuole e lo spostamento delle attività scolastiche in altri orari del giorno, come le lezioni totalmente pomeridiane, sconvolgono la vita delle famiglie e il regolare svolgimento – importante per la crescita dei ragazzi – di attività ludiche o sportive. Il coronavirus, poi, ha messo ulteriormente in luce i limiti strutturali di tanti edifici scolastici, come le aule troppo piccole.

La scuola è sempre stata una priorità dell’amministrazione De Luca e il piano da 250 milioni per l’edilizia scolastica presentato lo scorso luglio ne è un’ulteriore dimostrazione, ma a questo lavoro va data continuità.
Inoltre, non sono soltanto le mura fisiche delle scuole ad aver bisogno di un ammodernamento. La didattica a distanza ha mostrato tutti i suoi limiti in quelle zone dove la banda ultra larga è ancora soltanto un’utopia. E tante sono le famiglie che non hanno la possibilità di permettersi dispositivi tecnologici per ogni singolo componente della famiglia, e hanno trovato tante difficoltà ad alternare le lezioni in casa con gli impegni dello smartworking.

Impegnarsi per contribuire alla realizzazione del Goal 4 dell’Agenda 2030 dell’ONU, “Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti”, dalla nostra parte del mondo e dell’Europa, significa garantire a tutti l’accesso alla digitalizzazione, imprescindibile – ormai – dal percorso formativo.

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Da insegnante e madre, sento particolarmente urgenti queste tematiche. Se verrò scelta come rappresentante in Regione Campania, il mio impegno sarà quello di far sì che questi propositi si trasformino in provvedimenti concreti. Porterò avanti nelle sedi competenti tutte le azioni possibili affinché studenti e famiglie possano essere messi in condizione di godere dei migliori livelli di istruzione possibili. Con dotazioni scolastiche e tecnologiche adeguate e uguali per tutti, in scuole sicure e moderne, in città, paesi e borghi sempre più digitalizzati. 

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