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Mercoledì, 19 Giugno 2024
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Perché le nostre bollette sono aumentate così tanto? Solo colpa della guerra? Scopriamolo!

Una domanda che in molti si pongono e a cui risponde il dottore commercialista, Ciro Troncone: “La risposta è “NO”! C’è molto altro e c’è anche chi si è arricchito a nostre spese”

Pur cercando di restare lontano da temi a sfondo politico, quando penso ai problemi della gente comune come me, inizio curioso a dipanare il bandolo della matassa e guarda caso mi imbatto in scelte politiche che, se da un lato non possono dirsi propriamente sbagliate, dall’altro sono sicuramente definibili poco ponderate.

Negli scorsi mesi in studio, analizzando diverse bollette luce e gas di alcuni clienti, relativamente al costo della componente energia e della materia GAS naturale, riscontravo aumenti mediamente superiori al 400%, ma non posso dimenticare un professionista che dal 2019 a fine 2022 subiva per il gas aumenti superiori al 1000%!

Mille % di aumento, significa in soldoni che a parità di consumo, la materia energia che nel 2019 si pagava 70,00 nel terzo trimestre 2022 si è arrivati a pagarla 770,00!

Si è vero, questo è un caso estremo, ma come dicevamo, aumenti dell’ordine del 300/400/500% sono stati la norma.

Si immagini cosa ha comportato per i bilanci delle famiglie, delle aziende e di tante piccole attività commerciali, un caro energia di questa entità.

Si è innescato così un immenso drenaggio della già scarsa liquidità dei privati e dalle imprese, in favore dei venditori e dei produttori di energia.

Ricordiamolo, tutto questo accadeva dopo ben due anni di Covid e di ristrettezze economiche imposte dalla pandemia.

Perché, come nella domanda di apertura, è accaduto tutto questo? Solo a causa del conflitto Russo-Ucraino?

La risposta a questa domanda è sicuramente variegata.

In primis in Italia, così come in quasi tutti i paesi, l’energia che arriva ai nostri contatori è prodotta da un insieme di fonti diverse, non a caso si parla di mix energetico.

L’energia primaria utilizzata per produrre energia elettrica da immettere nel sistema utilizza ancora una % di Gas naturale superiore al 40%.  

Stiamo così sbrogliando pian pianino il bandolo della nostra matassa, ovvero noi italiani, così come gli altri europei, dove lo prendiamo questo gas naturale?

Quasi la metà di questa risorsa l’Italia, così come anche Germania, purtroppo lo acquista dalla Russia.

Alcuni paesi dell’est Europa addirittura ne acquistano percentuali pari quasi al 100% dell’import totale.

Nel 2020, stando ai dati dell’istituto statistico della BP, l’Europa ha importato 326 miliardi di metri cubi di Gas naturale a fronte di un export di soli 5,6, quindi è evidente che importiamo quasi tutto il nostro fabbisogno.

La Russia al rovescio realizza una buona parte dei suoi proventi economici proprio grazie alle esportazioni massicce di gas naturale, cedendone ogni anno ben 238 miliardi di mc!

Dall’altra parte dell’oceano c’è invece chi non ha di questi problemi, ovvero gli USA, i quali producono internamente tutto il gas che gli serve per il mercato interno.

Non per nulla, la crisi del caro energia non ha per nulla sfiorato il continente americano, in sintesi

il “prezzo” della guerra lo abbiamo pagato noi europei.

Attenzione che quando dico “prezzo” parlo solo dei fenomeni di caro energia descritti sopra, non entro sui discorsi armi perché andrei fuori tema e perché poi non è materia di mia competenza.

È ovvio che la guerra in Ucraina abbia avuto un effetto diretto sugli aumenti dei prezzi del Gas naturale,

il punto però è se questi aumenti fossero in una qualche misura prevedibili ed evitabili o quantomeno limitabili? 

Partiamo da una considerazione di natura Geopolitica, ma questa guerra era poi così imprevedibile?

È dal lontano 2014, data di inizio dell'occupazione militare della Crimea, che tutta l’area era divenuta ad altissima instabilità, una guerra più ampia era dietro l’angolo, la Nato ne aveva piena consapevolezza.

Caro bollette, sistema di prezzo marginale

Questa fa nascere la prima riflessione:

Perché i nostri passati governi ed i governi dell’unione Europea non si sono mossi prima nel cercare altri canali di approvvigionamento del Gas naturale o risorse alternative?

È vero che un Gasdotto come la TAP (quella che per intenderci fa arrivare il Gas dall’Azerbaijan tramite Turchia, Grecia, Albania ed infine Italia) non lo realizzi in tempi brevi, ma diamine abbiamo avuto quasi 10 anni di tempo!

È vero che abbiamo degli stoccaggi di gas necessari a far fronte a variazioni improvvise della domanda ed a momenti di emergenza, ma a fronte di un fabbisogno nazionale medio di circa 70/75 miliardi di metri cubi all'anno, le scorte non superano i 17/18 miliardi di mc, quindi sufficienti a superare si e no un paio di mesi invernali…

La produzione Italiana di Gas naturale sia on che off-shore, purtroppo ad oggi non riesce a superare il 5% del fabbisogno nazionale.

Si potrebbe invero passare al GNL, ovvero il “Gas Naturale Liquefatto”, che arriverebbe in forma liquida tramite navi metaniere, per poi tornare allo stato gassoso grazie ai “riclassificatori”, il problema è che in Italia ad oggi ne sono attivi solo 3, stiamo correndo per farne altri, è oggi difficile recuperare il tempo perduto.

Un’altra strada (decisamente poco “green”) sarebbe quella di sostituire il Gas con l’altra fonte fossile per eccellenza, il Petrolio, ma ciò non farebbe che aumentare ulteriormente la dipendenza dagli esportatori di “Oro nero” che guarda caso sono: Arabia Saudita, Russia ed Iraq… quindi, lasciamo stare...

Gli altri grandi produttori come USA e Cina, così come già visto per il Gas, pur producendolo in grandissima quantità, preferiscono tenerselo per sé.

Infine il Carbone, ma è anacronistico pensare di investire sulla risorsa energetica fossile ad un impatto ambientale così alto, si usiamola pure per uscire dal tunnel ma poi per favore dimentichiamocene..

La vicina Francia, ad esempio, vive una sorta di indipendenza energetica grazie alle sue 56 centrali nucleari da cui trae ben il 70% del fabbisogno energetico nazionale.

Finché, come ci auguriamo dato che alcune distano meno di 100km dai ns. confini, non succederà mai nulla di serio, diranno sempre che hanno fatto bene loro e che noi stiamo sbagliando tutto sull’energia.

La pensavano così anche i Giapponesi, ma poi la storia, la natura e soprattutto la sfortuna, hanno dimostrato che non va sempre tutto bene e che l’uomo, non potrà mai prevedere tutto al 1000%.

Tornando sul tema di cosa avremmo potuto fare prima e che non abbiamo fatto, è doveroso citare il piano che nel maggio 2022 la Commissione europea finalmente ha presentato, ovvero il Piano REPowerEU, accompagnato da un pacchetto di iniziative volte a:

  1. potenziare della produzione nazionale;

  1. assicurare un elevato riempimento degli stoccaggi;

  1. diversificare la provenienza di gas importato;

  1. aumentare la capacità di rigassificazione;

  1. ridurre i consumi di gas;

  1. definire meccanismi volti a contenere il prezzo del gas.

Ma tutto questo, quando la frittata oramai era ampiamente già fatta... 

Forse avremmo potuto spingere prima e maggiormente sull’incentivazione di altre forme energetiche alternative presenti “in loco” sul nostro territorio, tra l’altro fonti rinnovabili e non fossili.

La geotermia, il fotovoltaico, l’eolico, l’idroelettrico, le biomasse, i termovalorizzatori, etc. etc. come si vede il ventaglio delle fonti energetiche rinnovabili è ampio!

Certo è che nessuna di queste fonti da sola può risolvere il problema, ma tutte insieme, potrebbero spostare l’ago della bilancia per conseguire una sempre maggiore indipendenza energetica Italiane.

Questa è la “transizione energetica” da compiere e che probabilmente oggi avremmo già dovuto aver percorso almeno in parte, invece, siamo solo agli inizi.

Torniamo in Italia ed affrontiamo una seconda questione che è quella a mio avviso più scottante:

I nostri governanti hanno fatto veramente di tutto per evitare di farci massacrare dagli aumenti dell’energia?

No, non lo hanno fatto e la prova sta nei meccanismi che formano il prezzo dell’energia che influiscono direttamente sulle nostre bollette.

Coma mai l’aumento del prezzo del gas (che non supera il 40% del mix energetico in bolletta), fa aumentare così tanto il prezzo di tutta l’energia fatturata in bolletta anche quella provenienti da altre fonti?

La causa è nel meccanismo che sta alla base della definizione del Prezzo Unico Nazionale (PUN), ovvero il “Sistema di prezzo marginale” che è il modello con il quale si stabilisce il prezzo dell’energia ogni giorno, adottato dal mercato italiano.

Il problema è che questo meccanismo prevede che tutta l’energia acquistata dal Gestore, sia quella carissima prodotta dalle centrali termoelettriche con il Gas, che quella economica, tipo quella prodotta con le centrale idroelettriche, vengano pagate tutte al prezzo di quella più alta!

Con questo sistema quindi, se il prezzo del gas aumenta, tutta l’energia prodotta, sarà venduta sul mercato energetico ad un prezzo più alto.

caro bollette, l'importazione di gas-2

E siamo arrivati all’ultima riflessione:

Non si poteva intervenire subito, all’insorgere della crisi, su questo sistema perverso del mercato dell’energia, modificandone le regole prima che succedesse quello che è successo?

Distribuire briciole di crediti di imposta a parziale rimborso del disastro fatto può dirsi sufficiente?

Sappiamo che questo sistema, originariamente era stato concepito per stimolare lo sviluppo delle rinnovabili che così ricevevano maggiori compensi rispetto ai produttori tradizionali, però bisognava anche capire cosa stava accadendo e che con lo scoppio della guerra si stavano creando delle distorsioni mostruose in danno alle imprese ed ai comuni cittadini.

Tutto questo poi ha ovviamente favorito le aziende venditrici e produttrici di energia, che in questo modo si sono super-arricchite, mentre noi, comuni mortali, non riuscivamo neanche a superare il fine mese!

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