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Giovedì, 19 Maggio 2022
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Notti di agosto, UPI rilancia il desiderio: “Riaccendiamo le stelle, spegnere gli sprechi energetici”

L’iniziativa “Riaccendiamo le stelle, spegniamo gli sprechi energetici” lanciata nel 2016 da UPI ha con obiettivo stimolare l’attenzione di cittadini e amministratori pubblici alla riduzione dell’inquinamento ottico e luminoso nonché all’eliminazione degli sprechi energetici degli impianti di illuminazione esterna di ogni tipo

In occasione di San Lorenzo l’associazione UPI rilancia l’appello sull’importanza di ridurre l’inquinamento ottico e luminoso per godere a pieno di questo magnifico e suggestivo passaggio di sciame meteorico delle perseidi, meglio noto come fenomeno visivo di stelle cadenti. La sola visione di questo fenomeno astronomico ci lascia sognare ed esprimere desideri.

Ed è proprio in questo periodo dell’anno l’Università Popolare Interculturale UPI APS, coordinata dal Dipartimento di Ecologia e Green Economy, rinnova l’invito e il desiderio di spegnere gli sprechi energetici generato da impianti d’illuminazioni pubblici e privati irregolari o a dispersione di luce verso l’alto. Ogni qual volta viene acceso un lampione stradale di cui solo un terzo del fascio di luce emesso è direzionato verso il basso - afferma il Presidente di UPI, Walter Iannotti – si contribuisce ad aumentare l’inquinamento ottico e luminoso del nostro cielo oscurandolo o riducendone, di fatto, la visione delle stelle. Ma questo aspetto inutile di spreco energetico non è certo l’unica nota dolente - sottolinea Iannotti – anzi quando ciò avviene si contribuisce enormemente alla riduzione di risorse preziose per il nostro pianeta sperperando oltre il 60% dell’energia luminosa prodotta praticamente sprecata per illuminare ciò che non serve illuminare. Inoltre – aggiunge Iannotti – se consideriamo che oltre il 70% dell’energia elettrica utilizzata nel nostro paese è ottenuta dalla combustione di fonti fossili e che la sola illuminazione in generale contribuisce a consumarne il 16.4% (di cui il 12.6 % proviene dal consumo generato dall’ illuminazione pubblica e il restante 3.8% da illuminazione privata – Fonte ENEA, Rapporto ISPRA 2011 su “L’ILLUMINAZIONE NELLE AREE URBANE”) e che il costo dell'illuminazione pubblica costituisce il 15-25% del totale delle spese energetiche di un ente locale e che può raggiungere anche il 50% della spesa elettrica (Fonte Federazione italiana per l'uso razionale dell'energia) quindi si comprende bene che porre l’attenzione sull’inquinamento luminoso non è una questione di romanticismo per pochi ma, illuminazioni stradali sbagliate incidono sulla tasca di tutti i cittadini contribuenti oltre a recare non pochi danni ecologici su flora e fauna e incidere negativamente sui cambiamenti climatici.

L’iniziativa “Riaccendiamo le stelle, spegniamo gli sprechi energetici” lanciata nel 2016 da UPI ha con obiettivo stimolare l’attenzione di cittadini e amministratori pubblici alla riduzione dell’inquinamento ottico e luminoso nonché all’eliminazione degli sprechi energetici degli impianti di illuminazione esterna di ogni tipo.

Quale occasione migliore delle notti delle stelle cadenti quindi, per esprimere un desiderio collettivo e sperare in una drastica riduzione dei nostri sprechi energetici, dare un taglio ai cambiamenti climatici e riaccendere la visione delle stelle anche nelle città.

Dalla notte del 10 agosto e fino al 15 agosto, con un picco massimo di avvistamenti nelle notti del 12 e 13, lo sciame meteorico delle perseidi sarà più intenso e visibile anche ad occhio nudo, l’importante è allontanarsi da fonti di inquinamento luminoso. Le osservazioni vanno fatte in un luogo buio poiché la luce artificiale interferisce sulla visione delle scie luminose, rivolgendo lo sguardo in direzione nord/est poco sopra la linea dell’orizzonte.

In occasione delle notti di stelle cadenti l’Associazione UPI augura a tutti di poter esprimere almeno un desiderio e di godersi uno degli eventi astronomici più celebrati al mondo, in piena sicurezza rispettando le norme anti-covid e senza accendere fuochi o falò perché il rischio di innescare incendi boschive è molto elevato.

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