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Comuni ricicloni, peggio della nostra città fa solo Napoli

Questi i risultati della XII edizione del Premio Comuni Ricicloni Campania 2016 di Legambiente: secondo posto per Marzano di Nola

Questi i risultati della XII edizione del Premio Comuni Ricicloni Campania 2016 di Legambiente, il riconoscimento ai Comuni per la migliore qualità di raccolta differenziata. Al secondo posto Marzano di Nola, con l'83,85% di raccolta differenziata e 88,70 di indice IPAC.Si tratta delle municipalità che hanno raggiunto la percentuale del 65% (come richiesto dalla normativa vigente), mentre per stabilire la classifica generale e la premiazione dei comuni è stato definito un metodo di valutazione, che tiene conto della percentuale di raccolta differenziata raggiunta dai comuni nel 2015 e della valutazione delle buone pratiche adottate dagli stessi. Dalla somma dei due indicatori è fatto derivare l'indice IPAC (Indice di prestazione ambientale del comune) che stabilisce la graduatoria finale.

 Per quanto riguarda la classifica dei capoluoghi di provincia va male la città di Avellino: 34% peggio fa solo Napoli con il 24,96%.

A livello provinciale, Salerno è leader con il maggior numero di comuni ricicloni pari a 73, seguita dalla provincia di Benevento con 61 comuni, poi Avellino con 29 comuni, chiudono Caserta con 24 comuni e la provincia di Napoli con 12. 

"I risultati di Comuni Ricicloni - commenta Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania - dimostrano che insistere sulla strada della raccolta differenziata, stimolando e supportando le amministrazioni locali e sensibilizzando i cittadini è una scelta vincente. Esiste una Campania riciclona, radicata, che si consolida in quantità e qualità. Quello dei comuni ricicloni è un vero concreto cambio di passo e una riforma anti-spreco che fa bene alla nostra regione, perché dimostra che l'economia circolare è già in parte in atto e che una Campania libera dai rifiuti è un sogno realizzabile. I dati complessivi sulla raccolta differenziata confermano quello che diciamo da tempo: l'inceneritore da realizzare in Campania, come previsto dall'ultimo decreto del Consiglio dei ministri, è inutile, non serve. Ormai i comuni campani investono sulla prevenzione della produzione di rifiuti e della massimizzazione del riciclo e sono pronti a lanciarsi verso la nuova sfida della riduzione del secco residuo da avviare in impianti di incenerimento e in discarica. È questa la strada da percorrere che nei fatti decreta la definitiva rottamazione di questo sistema impiantistico che ha caratterizzato gli anni ‘90 e 2000".

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