Al Tilt ultimo appuntamento con il cinema gratuito

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    Dal 08/04/2018 al 08/04/2018
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Ultimo appuntamento con il Cinema di Animazione al Tilt, ultimo solo per questa stagione! 
Appuntamento domenica 8 aprile, ore 18.00 al Tit, con il delizioso:
"Le stagioni di Louise"di Jean-François Laguione

"L’anziana Louise è rimasta sola, prigioniera di un villaggio sul mare. L’estate è finita, la gente se n’è andata, l’ultimo treno è partito. L’hanno dimenticata. Come lei ha dimenticato gran parte della sua vita. In quel luogo il tempo non esiste (gli orologi sono fermi o senza lancette). Ci sono solo le stagioni. E Louise, a poco a poco, comincia a capire che quella, in realtà, è una straordinaria occasione di libertà. Può scoprire chi è davvero e cosa è in grado di fare. Può tornare a ricordare.

L’anziana Louise è rimasta sola, prigioniera di un villaggio sul mare. L’estate è finita, la gente se n’è andata, l’ultimo treno è partito. L’hanno dimenticata. Come lei ha dimenticato gran parte della sua vita. In quel luogo il tempo non esiste (gli orologi sono fermi o senza lancette). Ci sono solo le stagioni. E Louise, a poco a poco, comincia a capire che quella, in realtà, è una straordinaria occasione di libertà. Può scoprire chi è davvero e cosa è in grado di fare. Può tornare a ricordare.

Jean-François Laguione – sconosciuto ai più, anche se fa cinema dagli anni ‘60, anche se alcune sue opere hanno fatto la storia dell’animazione (ad esempio La demoiselle et le violoncelliste e La traversée de l’Atlantique à la rame) – sa molto bene cosa sta raccontando, visto che ha 77 anni, che in quei luoghi sulla costa della Normandia ha passato l’infanzia, che conosce quel modo di essere (umano e artistico), quella dimensione fatta di solitudine e libertà. Lui è Louise, e Louise è il suo cinema, e questo cinema richiede di entrare nel film in punta di piedi, quasi accarezzando la materia pittorica e la texture, accettando la sfida gentile lanciata al rumore, alle storie pirotecniche, allo spettacolo spettacolare.

Louise costruisce una capanna sul mare e trova anche un amico a quattro zampe, arruffato quanto lei. Aspetta, spera, “qualcuno arriverà”, ma intanto assapora qualcosa che assomiglia alla felicità. Il vento, il mare e il cielo sono resi più veri dall’assenza di naturalismo, dal realismo poetico di un disegno a matita, un acquarello, un ambiente evocato in gouache (tra le sue fonti di ispirazione, l’animatore-scrittore francese cita i quadri marittimi di Aubertin e Rivière).
 

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