Il Cimarosa celebra Rossini a 150 anni dalla morte: eventi tra Napoli e Avellino

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    Dal 25/10/2018 al 27/10/2018
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Nel 150esimo anniversario della sua scomparsa, il Conservatorio di Musica «Domenico Cimarosa» di Avellino, presieduto da Luca Cipriano e diretto da Carmelo Columbro, si unisce al Conservatorio di «San Pietro a Majella» e all’Università «Federico II» di Napoli per rendere omaggio al grande compositore pesarese Gioacchino Rossini.

«Napoli & Rossini: Di questa luce un raggio» è il titolo della tre giorni che si svilupperà tra Napoli ed Avellino giovedì 25, venerdì 26 e sabato 27 ottobre, a cui parteciperanno studiosi ed esperti che si confronteranno in dibattiti, mostre, visite guidate e momenti coreutici e musicali per celebrare Rossini scomparso a Passy, alle porte di Parigi, il 13 novembre del 1868.

Il comitato scientifico composto da Giancarlo Alfano (Università “Federico II”), Antonio Caroccia (Conservatorio “Cimarosa”), Francesco Cotticelli (Università “Federico II”), Paologiovanni Maione (Conservatorio “S. Pietro a Majella”), Ettore Massarese (“Federico II”), Sergio Ragni (curatore di «Gioachino Rossini Lettere e documenti») e Francesca Seller (Conservatorio “Martucci” di Salerno) incentrerà le tre giornate di studio sul periodo trascorso a Napoli da Gioacchino Rossini.

Il convegno, che si avvale del patrocinio della Regione Campania e della Fondazione Rossini di Pesaro, si focalizzerà sui sette anni partenopei di Rossini, quelli che vanno dal 1815 al 1822. Anni che coincisero con l’inizio della sua attività musicale, con una Restaurazione politica assai complessa e con eventi che ebbero una forte carica simbolica nella vita di Rossini, come l’incendio del Teatro di San Carlo e la morte di Giovanni Paisiello. Una stagione decisiva per la formazione di uomo e di artista, che lo portò a sperimentare linguaggi musicali e temi d’opera in un momento storico segnato da molteplici tensioni.

Esperti di varie discipline, provenienti dalla “Federico II”, dal Conservatorio “Cimarosa” e dal Conservatorio “S. Pietro a Majella”, dal 25 al 27 ottobre, analizzeranno proprio il rapporto che legò il geniale Maestro alla capitale partenopea, agli influssi che ricevette dalla vita culturale del Mezzogiorno e ai capolavori che compose per la sala reale. Si confronteranno sul repertorio e sulle dinamiche sociali, economiche, teatrali che caratterizzarono un’epoca.

A corredo dell’iniziativa sarà allestita una mostra nei locali della Biblioteca Nazionale di Napoli, mentre, nel corso dei lavori, momenti musicali a cura del Conservatorio napoletano si alterneranno

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