Mercoledì, 19 Maggio 2021
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Il pugile Tommasone incontra le scuole

L’iniziativa fortemente voluta dalla Contrada Boxing del Maestro Picariello e dalla Prof.ssa Venezia

Con l’obiettivo di sensibilizzare i giovani sui temi legati al valore educativo dello sport, al rispetto e al fair play, lunedì 30 ottobre, la Accademia Pugilistica Contrada, presso la propria palestra, ha ospitato una delegazione dell’I.C. Giovanni XXII scuola secondaria di Sperone (AV), in un incontro-dibattito con il campione Carmine Tommasone. L’iniziativa fortemente voluta dalla Contrada Boxing del Maestro Picariello e dalla Prof.ssa Venezia,  ha visto la partecipazione di circa 50 alunni che hanno potuto interagire e approfondire tematiche collegate al mondo del pugilato, facendo emergere aspetti e ideali legati alla NOBLE ART, nella quale non c’è spazio per violenza e bullismo.

Il Sindaco di Contrada Dott.ssa Filomena Del Gaizo, sempre presente a tutte le manifestazioni organizzate dalla Accademia Pugilistica Contrada è intervenuta con entusiasmo - la boxe è uno sport auto-disciplinare con delle regole molto precise, capace di sviluppare onestà, lealtà e rispetto dell’avversario, principi questi fondamentali nelle prime fasi dell’età evolutiva, utili agli uomini e alle donne di domani”.

Il Maestro Michele Picariello
Il pugilato è uno sport fatto di disciplina ferrea, a partire dall’allenamento che richiede sacrificio e impegno, e di rispetto per l’avversario, sul ring non si fa a botte, ma ci si affronta senza colpi bassi e senza infierire e sbeffeggiare l’avversario; il bello è che chi non rispetta le regole è fuori anche se, nella vita, accade il contrario e c’è chi fa il furbo e sceglie scorciatoie; nel pugilato bisogna saper vincere e ancora di più saper perdere perché può esserci sempre qualcuno più forte di te; dopo una sconfitta c’è sempre un’altra occasione per tornare a vincere.
Da sempre, i ragazzi maggiormente esposti al rischio di pericolose condotte hanno la possibilità di essere ospitati, di integrarsi ed allenarsi “a costo zero”, nella palestra di Contrada (AV)

Il direttore Sportivo Federico Iannaccone
La nobile arte contro il bullismo? La boxe migliora il rapporto con gli altri: si impara così a riconoscere e difendersi al meglio dai fenomeni negativi, lo scopo non è di insegnare offesa o aggressione fisica, ma piuttosto il rafforzamento della stima di sé e miglioramento personale.
Nel pugilato, che è comunque uno sport in cui si combatte, le regole ci sono e c’è un grande rispetto per l’avversario; è il contrario della violenza, poiché insegna ai pugili ad essere uomini e a convivere pacificamente con gli altri. Si insegna ai ragazzi il rispetto per l’autorità, il sacrificio del lavoro in palestra ed in altri luoghi, la voglia di superare i propri limiti e soprattutto ad impiegare le proprie capacità fisiche e psicologiche al servizio di qualche buona causa piuttosto per intimorire qualche altro ragazzo.

Il Campione Carmine Tommasone
Pugni e disciplina. Lo sport è salute, è disciplina, è saper soffrire, è amicizia, è costruzione delle regole: in una società dove le regole faticano a farsi rispettare sia nei contesti educativi (scuola, famiglia, ecc.) che al di fuori, quello sportivo è forse l’unico ambito in cui le regole sono insindacabili, perché per poter far parte del gioco è esclusivo apprendere a priori ciò che si può e ciò che non si deve fare.
Lo sport può essere anche una grande occasione  per affrontare temi importanti e, vissuto in modo sano ed equilibrato, è anche un naturale antidoto contro le peggiori forme di violenza. Spesso chi subisce una violenza vive nell’isolamento e nella paura per cui fare iniziative coinvolgendo studenti, insegnanti e genitori aiuta tutti a riconoscere importanti campanelli d’allarme che possono contribuire a salvare una vittima”. 
Con le regole e la disciplina si creano quelle giuste condizioni per un’aggregazione più ampia e stabile intorno ai veri valori educativi, dove il fattore agonistico non prevalga sugli aspetti socializzanti, dove agli obiettivi prettamente sportivi se ne abbinino altri di tipo relazionale:  moderazione dell’aggressività, rispetto degli altri, ricerca della sicurezza e dell’autocontrollo, e così via.

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