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Domenica, 23 Giugno 2024
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"Le sei notti di Venere", Sparagna: "Un festival per rilanciare la musica popolare irpina"

L'iniziativa si svolgerà dal 20 al 22 agosto e poi dal 1° al 3 settembre. Diversi gli scenari della città che accoglieranno gli eventi in programma: Via Matteotti, il centro storico, Villa Amendola e la Chiesa del Carmine

Si è tenuta questa mattina, a Palazzo di Città, la presentazione del festival di danza e musica popolare "Le sei notti di Venere". L'iniziativa promossa dal Comune di Avellino, che vanta la direzione artistica di Ambrogio Sparagna in collaborazione con il professore Pasquale Zuccarino, si svolgerà dal 20 al 22 agosto e poi dal 1° al 3 settembre 2023. Diversi gli scenari della città che accoglieranno gli eventi in programma: Via Matteotti, il centro storico, Villa Amendola e la Chiesa del Carmine.

"Le sei notti di Venere", Sparagna: "Un festival per rilanciare la musica popolare irpina"

"Le sei notti di Venere", un festival per rivitalizzare la musica popolare irpina

"Con questo festival intendiamo rilanciare Avellino come capitale della musica popolare perché la città, ma anche la provincia, possiede grandissime espressioni di musica di tradizione orale - spiega il direttore artistico Ambrogio Sparagna, maestro concertatore del Festival "La Notte della Taranta" nonché importante musicista della musica popolare europea con all’attivo numerosi progetti realizzati in collaborazione con importanti e prestigiose istituzioni, concertistiche e non, nazionali ed internazionali - l'idea è quella di dare a questo patrimonio una prospettiva sia locale sia globale perché, oggi più che mai, la musica popolare può essere uno strumento utile per farsi conoscere, favorire nuove aggregazioni e uno spirito di creatività all'interno di questa parte dell'Italia che io definisco un pò compressa, nonostante sia la spina dorsale del nostro paese".

“Le sei Notti di Venere” offrirà una varietà di proposte musicali di grande valore artistico nazionale e internazionale, caratterizzate dalla ricerca e dalla reinterpretazione della musica di tradizione orale. Una programmazione articolata su sei giorni, con la presenza di grandi ospiti come Peppe Servillo e Toni Esposito, il grande musicista tunisino Ziad Trabelsi, la cantante salentina Rachele Andrioli, pluripremiata all’ultimo Festival di Loano, Raffaello Simeoni, voce storica della world music italiana, Clara Graziano con il suo Circo Diatonico che accoglie acrobati e grandi musicisti come Gabriele Coen, uno dei jazzisti più importanti della scena nazionale, il polistrumentista Erasmo Treglia, e tanti altri musicisti e gruppi vocali come l’ensemble Polifonia Aurunca .

Il festival sarà anche l'occasione per rendere omaggio al "re della Tammuriata" Marcello Colasurdo, grande interprete della tammorra e della canzone popolare vesuviana, scomparso il 5 luglio scorso: "Marcello è stato un grande amico, una persona che mancherà tantissimo a tutti noi. Questa è un'occasione per ricordare anche i tanti musicisti popolari che abbiamo conosciuto in questi anni" ha dichiarato Ambrogio Sparagna.

Pasquale Zuccarino, collaboratore del direttore artistico, lancia un messaggio chiaro all’intera comunità: "Qui ci sono tutte le condizioni perché il Festival cresca nel tempo. L’intera Irpinia ha una grande occasione. Dobbiamo voler bene a questo Festival, che rappresenta un atto d’amore verso il territorio".

Nargi: "L'offerta culturale della città è sempre più ricca"

"Il festival va ad arricchire l'offerta culturale della città di Avellino con lo scopo di valorizzare la nostra tradizione popolare - ha affermato il vicesindaco con delega al Turismo, Laura Nargi - la direzione artistica del maestro Sparagna è per noi motivo di grande orgoglio. La rassegna rientra in una strategia complessiva, quella dell'amministrazione Festa, di creare non una ma tante manifestazioni, istituzionalizzandole e dando continuità nel tempo a tutti gli eventi. Lo abbiamo fatto con cinema ed enogastronomia, lo stiamo facendo con il cartellone estivo e lo faremo con Eurochocolate. Questo festival era il tassello mancante di un progetto ampio".

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