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Continua la mostra personale “Microsfere Pe” di Emiliano Stella

Un artista noto e rappresentativo del nostro contesto cittadino che, grazie al talento e all'impegno ha saputo farsi apprezzare anche oltre i confini della nostra Provincia portandole lustro

Dal 1° settembre al Casino del Principe è possibile ammirare la mostra personale “Microsfere Pe” di Emiliano Stella. Stiamo parlando di un artista noto e rappresentativo del nostro contesto cittadino che, grazie al talento e all'impegno, ha saputo farsi apprezzare anche oltre i confini della nostra Provincia. L’amministrazione, in particolare l’assessorato al turismo, ha voluto coniugare l’obiettivo di valorizzare le eccellenze della nostra terra e i luoghi simbolo della nostra Città con quello di sensibilizzare alle tematiche ambientali.

La mostra al Casino del Principe offre l’opportunità alla cittadinanza di conoscere opere che invitano ad attente riflessioni sulla contemporaneità, intesa a 360°. Avellino Today ha intervistato l'artista: 

“La mia ultima esposizione è avvenuta l’anno scorso al Pan. Ho maturato numerose esperienze nel corso della mia carriera. Questa mostra è la medesima proposta al Pan l’anno scorso. Stiamo parlando di un argomento molto importante: gli effetti dell’uomo sull’ambiente. Io ho voluto toccare alcuni argomenti che non possono lasciare indifferenti”.

Come si possono trasmettere queste emozioni a un pubblico fin troppo “distante”

“L’artista è sempre più sensibile rispetto agli altri. È anche normale che un’immagine sfuggita alla maggior parte delle persone possa essere colta e trasformata in pittura o scultura da un artista. Io ho fatto proprio questo. Questa mostra è il frutto di uno studio iniziato nel 2019. In quel periodo ho cominciato a lavorare su determinate immagini fornite costantemente dai media. Stiamo parlando d'immagini facilmente reperibili su tantissimi articoli. Queste immagini sono state smontate, riviste, modificate e poi trasferite sulla tela. Un corpus di circa 11 lavori, tecniche miste su tessuto e disegni in matita e olio su carta, la maggior parte realizzati con materiale riciclato, come ad esempio l’enorme sigaretta spenta, realizzata con carta destinata al macero proveniente dal Penitenziario di Bellizzi”.

Come nasce l'ispirazione per queste opere "figlie della cronaca"? 

“I miei quadri prendono ispirazione da fotografie che realizzo personalmente. Nel 2018 fui invitato a esporre in una galleria locale - in una collettiva a tematica ambientale - e, cinque anni prima, scattai una foto che ritraeva una ventina di auto arrugginite. Nel 2018 esposi la mia prima foto nata proprio da quell’episodio e, da allora, iniziai questo percorso. L’ispirazione per questa mostra nasce proprio da queste immagini che io ho trasformato in pittura reinterpretandole totalmente”.

“Microsfere PE”, visitabile fino al 20 settembre 2021. Tutti i giorni dalle 18 alle 22.

Casino del Principe

Corso Umberto I, 215, 83100 Avellino AV

Biografia dell'artista

Emiliano Stella asce ad Avellino nel 1978. Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Napoli allievo del maestro Gianni Pisani. Nel 2020 espone al P.A.N. Palazzo delle Arti Napoli, MICROSFERA PE - piccolo racconto sulla coscienza ambientale, con testi introduttivi di Marcello Carriero, storico e critico d’arte, docente presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo, Barbara Matetich, curatrice e storica dell’arte, Domenico D’Alelio, Dip. Ecologia Marina Integrata Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli e della curatrice e storica dell’arte Barbara Matetich. Nel 2019 è l’unico italiano selezionato per esporre alla Green Hill Gallery di Berlino nella collettiva Fragile Living a cura di Bobbi Jo Brooks; Nel 2018 partecipa a due mostre collettive, all’AXRT Contemporary Gallery dal titolo ECO Sostenibilità Visionaria, curata da Stefano Forgione e a Cantina Montone, in occasione della 14a Giornata del Contemporaneo AMACI a cura di Pietro Montone. Nel 2016 entra a far parte della collezione permanente dell’Istituto Banco di Napoli Fondazione. Nel 2015 partecipa ad una collettiva al Museo Diocesano di Napoli intitolata “Il popolo di San Gennaro”, un dialogo tra nuova figurazione e religione. Nel 2011 espone alla IV Biennale Giovani Artisti Campani “A regola d’arte” e alla 54° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, Lo Stato dell’Arte, a cura di Vittorio Sgarbi. Nel 2010 e nel 2011 espone a Londra all’Acquire Arts Gallery in due collettive internazionali: “The Dream Machine. Chapter one: Diary of a DNA” e "Star(T)Dust", curate da Plasticine Art Factory. Tra il 2006 e il 2007 partecipa alla collettiva itinerante "A3", reportage sull’arte visiva di strada, esponendo alla Not Gallery di Napoli, al Bologna Arte Fiera e al MIART. Curata da Marcello Carriero è la sua prima personale nel 2006 allo Studio Fontaine di Viterbo. Sempre tra il 2006 e il 2007 partecipa all’altra versione della Biennale di Venezia, in collaborazione con Philippe Daverio. Nel 2006 in esclusiva con la galleria AlArteContemporanea partecipa a: "Catania Arte Fiera", "ArtVerona 2006", "Arte Padova 2006", ed alla collettiva “Human@rt". Selezionato fra i 50 artisti emergenti italiani dalla rivista "Arte" edita da Mondadori. dell’impero.

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