Nessun uomo è illegale, la rete antifascista in marcia per i diritti umanitari

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    Dal 03/02/2018 al 03/02/2018
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La rete antifascista, i cittadini, le associazioni e i centri d’accoglienza della provincia avellinese tornano in strada per una nuova marcia dal titolo “Nessun Uomo è Illegale” che partirà sabato 3 Febbraio alle ore 10:00 dalla villa comunale e raggiungerà la prefettura di Avellino.

«Abbiamo deciso di convocare questa marcia per due motivi - spiega Adele Galdo del centro SPRAR Veleria Solesin di Torrioni - in primo luogo per rispondere ai sempre più gravi inneggiamenti all’odio razziale che inquinano il dibatitto pubblico del nostro Paese e sopratutto della nostra città. Scendiamo in piazza perchè le donne e gli uomini, i ragazzi e le ragazze che accogliamo ci hanno chiesto di organizzare un evento pubblico per denunciare quello che sta succedendo in Libia ai loro fratelli detenuti e bloccati sulle coste. Ci sono video e foto: è terribile. Non possiamo continuare a far finta di non vedere».

«La manifestazione vuole denunciare, all’inizio della campagna elettorale, il degrado raggiunto non dalle nostre città ma dal dibattito pubblico - dichiara Stefano Kenji Iannillo di Enterprise- Arci Avellino - c’è uno susseguirsi di dichiarazioni e azioni razziste e xenofobe che destano preoccupazione. Anche nella nostra città, una città che dall’emigrazione è segnata da decenni, è fondamentale riaffermare valori di solidarietà e accoglienza: i migranti sono un’opportunità per ripopolare le nostre terre, i nostri paesi e le nostre città sempre più vecchie. Per intrecciare culture ed esperienze per costruire nuove ricchezze»

"Ci vedremo il 3 Febbraio in piazza per chiedere a gran forza l’apertura di corridoi umanitari, la fine della detenzione sulle coste libiche e una nuova politica di accoglienza per il nostro Paese - conlcude Franco Fiordallisi segretario generale della CGIL Avellino - questo a cominciare dalla città di Avellino e la sua provincia. Come dimostrano i centri di accoglienza firmatari dell’appello, c’è un modo per fare accoglienza e migliorare il territorio. Chiediamo che si istituiscano al più presto centri sprar in tutti i comuni irpini facendo attenzione agli effetti occupazionali, demografici e di arricchimento dei territori. Ci preoccupa il moltiplicarsi di organizzazioni e realtà neo-fasciste, bisogna rispondere stando nei territori, nei luoghi di lavoro e riaffermando la solidarietà e l’antifascismo che è alla base della nostra democrazia».

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