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L'avvocato Campana premia le donne sportive

L'associazione culturale "Europa 2000" presieduta dall'avvocato Franco Campana premia le donne che si sono contraddistinte nello sport

L'associazione culturale “Europa 2000” presieduta dall’avvocato Franco Campana premia le donne che si sono contraddistinte nello sport.  Presso l'Ept di Avellino per la categoria “Wonderful Sport’S Women” cinque donne sono state premiate. Luigia Leggiero, che si è distinta nel tiro con l’arco; Giuseppina Corso, premiata per la pesistica; Siliana D’Amore, pattinaggio, Giorgia Gubitoso, danza sportiva e, infine, Tiziana Ciarcia, insegnante di fitness, che ha portato lo sport negli istituti penitenziari. A premiare le cinque donne che hanno sputo distinguersi in diverse discipline contribuendo quindi alla diffusione della cultura sportiva nella nostra provincia, quale occasione di sviluppo per l’intero territorio, oltre a Campana e al commissario dell’Ept Luigi Napolitano, il referente provinciale del Coni Giuseppe Saviano, il medico sportivo Rocco Fusco e l’animatore di Terre di Castelli Ottaviano. 

Presso Palazzo Ducale di Montecalvo Irpino si terrà il 7 agosto la manifestazione: dal Festival della cinematografia e dell’editoria sportiva Arte & Sport con il Forum Internazionale della Cultura e dello Sport, alla trasmissione televisiva Il Salotto di Julie, che andrà in onda nel circuito Tele Julie il 7 agosto a cura del documentarista Sergio Bilotta.

Il premio letterario sull’editoria sportiva "Fair Play Ateneum", previsto nella stessa giornata, vede protagonista quest’anno Angelo Amato de Serpis, giornalista e autore di "Arpad ed Egri" (Graus editore). Il volume è dedicato all’allenatore del Bologna che “tremare il mondo fa”, e al deus ex machina del Grande Torino. Due uomini, entrambi ebrei ungheresi, grandi allenatori che hanno fatto la storia calcistica italiana, accomunati anche da un’altra esperienza, tragica e disumana: la discriminazione e la deportazione nei campi di concentramento durante la follia antisemita della Seconda Guerra Mondiale, a opera del nazismo tedesco e del fascismo italiano. Grandi carriere interrotte, egregi uomini di sport e di vita costretti ad abbandonare l’amata rete del campo di calcio per essere trascinati dietro a una rete metallica in un campo di lavoro.

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