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Pellegrinaggio con San Rocco all’Ospedale e l’Hospice di Solofra

Il vero credente deve riflettere che, anche il più grave dei malati diventa utile a coloro che lo circondano, mentre la sua sofferenza lavora per la sua santificazione, il malato ha bisogna di umanità

Il pellegrinaggio della comunità di Banzano, partito dalla Chiesa di San Rocco per recarsi presso l'ospedale di Solofra, l'iniziativa, è stata voluta da don Adriano, parroco di Banzano, in quest’anno Santo del Giubileo straordinario della Misericordia, meditando sulla 5° op. di Misericordia Corporale: “visitare gli infermi”.

Oltre cento parrocchiani si sono messi in cammino, sfidando le avverse condizioni atmosferiche, con la pioggia che ha purificato le nostre coscienze e arrivati dinanzi all’ospedale, siamo stati accolti dal cappellano don Patrizio Coppola e dal neo direttore diocesano di pastorale della salute don Vito Granozio,,celebrando nella cappella la Santa Eucarestia.

Dopo, in corteo processionale con il simulacro di San Rocco, recitando il rosario, ci siamo portarti presso l’hospice, dove in ogni stanza della struttura è stato chiesto al Santo di consolare il cuore di chi è solo, di chi è sofferente e stanco; nonostante l’afflizione, diversi infermi hanno pregato dinanzi alla Sacra Effige del nostro Santo Patrono, raccomandandosi alla sua preghiera e alla nostra, affinché possano sempre sperimentare la vicinanza e la tenerezza di Dio, consentendo a ogni ammalato di condividere un momento di grazie e di preghiera insieme ai propri familiari, consegnando in dono a ognuno di loro, un fazzoletto di San Rocco a ricordo di questo momento di fede.

"Come comunità andare come pellegrini all’ospedale, non è un'opera isolata, un atto individuale, ma espressione del corpo comunitario in cui ogni membro ha cura delle altre membra, specialmente le più deboli

Il vero credente deve riflettere che, anche il più grave dei malati diventa utile a coloro che lo circondano, mentre la sua sofferenza lavora per la sua santificazione, il malato ha bisogna di umanità, di una stretta di mano, di una carezza, allora meditiamo che andare cristianamente da un malato bisogna: visitare, ascoltare, consolare, pregare.

Questo cammino, momento di riflessione comunitario, con l’auspicio che possa crescere in noi il desiderio di farci pellegrini di amore, di misericordia, di solidarietà, di accoglienza e di assistenza verso il prossimo, non solo con la Fede, ma anche con le Opere di Misericordia, prendendo esempio da San Rocco che con il suo pio peregrinare, si è dedicato anche all’assistenza degli ammalati di peste, nel corpo e nello spirito.

O Buon Gesù fa che lo Spirito Santo, entra nei nostri cuori affinché pratichiamo quest’opera di Misericordia che è la più encomiabile, perché il malato acquisisca tutti i bisogni delle opere di Misericordia Corporali precedenti: ha bisogno di essere nutrito, di bere, d’essere coperto e alloggiato.

Signore, dacci la forza di abbandonare i nostri egoismi, il nostro modo di pensare e di agire e di dedicarci ai sofferenti, ai malati, di visitarli, di dare loro conforto, convincendosi che non siamo chi dà gioia, ma coloro che la ricevono perché ogni volta che ci avviciniamo a un malato, percepiamo il volto di Gesù.

Discerneremo che vi sono dei momenti in cui la presenza di un fratello in Cristo è un conforto per chi soffre e per i suoi familiari, nel dare anche speranza, ma che vi sono anche dei momenti in cui la solitudine e il silenzio sono più utili.

"Venite benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il premio preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ero malato e mi avete visitato.

- "Signore, quando ti abbiamo visto ammalato e siamo venuti a visitarti?

- "In verità vi dico: Ogni volta che avete fatto questo a uno di questi più piccoli, l'avete fatto a me" 

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