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Lunedì, 24 Giugno 2024
Cultura

Oggi si festeggia Santa Rita: la Santa delle cause impossibili

Il 22 maggio è il giorno della memoria liturgica

È stata ribattezzata la santa delle “cause impossibili” e forse è proprio per questo che si contano a migliaia i devoti che la venerano. Parliamo di Santa Rita, di cui oggi, 22 maggio, è il giorno della memoria liturgica.

Ma conosciamo la storia di questa Santa

Nata a Roccaporena nel 1381, Margherita Lotti coltivava fin da giovane il sogno di consacrarsi a Dio, ma fu destinata al matrimonio con un uomo violento. La pazienza e l'amore di Rita lo cambiò, ma alla fine la sua vita fu spezzata nella violenza. Morti anche i due figli di malattia, Rita, che convinse la famiglia del marito a non vendicarsi, decise di seguire il desiderio giovanile entrando nel monastero dell'Ordine di Sant'Agostino a Cascia. Morì nel 1447 (o forse nel 1457).

Il dono della rosa

Tradizionalmente la figura di santa Rita è collegata al dono di una rosa. Particolare che si spiega con un episodio della sua vita, quando ormai prossima alla morte era costretta a letto e si nutriva pochissimo. Ricevendo la visita di una parente le chiese una rosa dall’orto. La visitatrice obiettò perchè si era in pieno inverno,  ma Rita insistette. Così rientrata a casa la parente, con grande stupore, trovò una bella rosa che colse e portò alla Santa, la quale la consegnò alle consorelle.

La storia del Miracolo della Spina

Era il Venerdì Santo del 1432, S. Rita tornò in Convento profondamente turbata, dopo aver sentito un predicatore rievocare con ardore le sofferenze della morte di Gesù e rimase a pregare davanti al crocefisso in contemplazione. In uno slancio di amore S. Rita chiese a Gesù di condividere almeno in parte le Sue sofferenze. Avvenne allora il prodigio: S. Rita fu trafitta da una delle spine della corona di Gesù, che la colpi alla fronte. Fu uno spasimo senza fine. S. Rita portò in fronte la piaga per 15 anni come sigillo di amore.

Per Rita gli ultimi 15 anni furono di sofferenza senza tregua, la sua perseveranza nella preghiera la portava a trascorrere anche 15 giorni di seguito nella sua cella "senza parlare con nessuno se non con Dio", inoltre portava anche il cilicio che le procurava sofferenza, per di più sottoponeva il suo corpo a molte mortificazioni: ad esempio dormì per terra fino a quando si ammalo e rimase inferma negli ultimi anni della sua vita.

A circa 5 mesi dal trapasso di Rita, un giorno di inverno con la temperatura rigida e un manto nevoso che copriva ogni cosa, una parente le fece visita e nel congedarsi chiese alla Santa se desiderava qualche cosa, Rita rispose che avrebbe desiderato una rosa dal suo orto. Tornata a Roccaporena la parente si reco nell'orticello e grande fu la meraviglia quando vide una bellissima rosa sbocciata, la colse e la portò a Rita.

Cosi Rita divenne la Santa della "Spina" e la Santa della "Rosa".

Santq Rita prima di chiudere gli occhi per sempre, ebbe la visione di Gesù e della Vergine Maria che la invitavano in Paradiso. Una sua consorella vide la sua anima salire al cielo accompagnata dagli Angeli e contemporaneamente le campane della chiesa si misero a suonare da sole, mentre un profumo soavissimo si spanse per tutto il Monastero e dalla sua camera si vide risplendere una luce luminosa come se vi fosse entrato il Sole. Era il 22 Maggio del 1447.

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