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Il cippo miliare di Torrette di Mercogliano al centro di un racconto dedicato a Papa Francesco

La pietra miliare serviva a scandire le distanze lungo le vie pubbliche romane in miglia romane (1 miglio romano = 1478,50 m) dal punto di partenza della strada oppure dalla città più vicina

Lungo la Via Nazionale di Torrette di Mercogliano (SS 7 bis), l’antica Via Campanina, già Via Domizia o Via Napoletana, in corrispondenza della proprietà Di Nardo, fu rinvenuto, negli anni ‘50 del ‘900, il Quarto Cippo miliare della strada che da Abellinum conduceva all’ager Campanus. Tale ritrovamento è stato di grande utilità per una corretta ricostruzione topografica della zona. Tale cippo è infatti una pietra miliare atta a scandire le distanze lungo le vie pubbliche romane in miglia romane (1 miglio romano = 1478,50 m) dal punto di partenza della strada oppure dalla città più vicina.

I miliari riportano un'iscrizione redatta in uno stile particolare, con abbreviazioni e sigle; sono in genere caratterizzati dall'indicazione della distanza in miglia romane, da sola o con la scritta m(ilia) p(assum) dal punto di partenza. Inoltre nella quasi totalità dei miliari sono riportati il nome e le titolature del magistrato o dell'imperatore che fece costruire o restaurare la strada, talvolta seguiti da verbi come fecit, munivit, refecit, stravit. Quando questi dati mancano e compare solo una dedica si può ipotizzare uno scopo celebrativo e onorario del monumen-to.

L’iscrizione, ancora visibile, si riferisce al restauro della via: riporta i nomi di quattro imperatori: Flavio Claudio Iuliano detto l’Apostata, Valentiniano, Teodosio e Arcadio. Verosimilmente sotto i loro governi venne promossa e portata a termine la ristrutturazione dell’antica rete stradale che collegava Abellinum (attuale Atripalda) con la Campania Felix, meglio conosciuta come via Campanina e al cui quarto miglio era presente questo cippo. Ricorda alcuni restauri effettuati della strada: uno dell'epoca di Giuliano l’Apostata (355 - 363), i cui tratti epigrafici appaiono realizzati con maggior cura rispetto a quelli utilizzati per ricordare i successivi interventi eseguiti sotto gli imperatori Valentiniano Il (375 - 392), Teodosio (379 - 395) e Arcadio (395 - 408); Manca il nome della persona che si occupò del restauro, è tuttavia presente la tradizionale formula “bono/rei publicae/natus” (nato per il bene pubblico), con cui veniva di solito indicato chi commissionava o promuoveva un’opera pubblica. Il cippo, datato alla seconda metà del IV sec. d.C., è un pezzo riadoperato di una statua: sono visibili tracce dell’originario panneggio. È di calcare locale; alto 149 cm con diametro minimo di 24 cm e diametro massimo di 30 cm.

L’iscrizione che si legge è: D.N./Flavio/Claudio/luliano/Bono/R(ei)P(ublicae)/natus/DDD[NN]N/Valentiniano/Theodosio/et Arcadio/AUGGG/ Bono/R(ei)/llll. Le pietre miliari possono senz'altro essere considerate uno dei primi esempi di segnale stradale, precursore delle odierne indicazioni verticali e il loro ritrovamento è stato ed è prezioso per ricostruire o confermare percorsi stradali romani ed eventi. Il cippo di località Torrette risulta di particolare interesse per il riferimento sia alla cura che ancora nel corso della tarda antichità veniva posta nei confronti di questo tratto stradale da parte dell’autorità pubblica sia al persistere dell’uso del sistema viario romano, che peraltro sembrerebbe restare immutato anche nel corso dell’età medievale quando la medesima arteria veniva indicata come Via Antiqua, Via Publica, Via Plana e Via Campanina. Citazione del Post Scriptum del Sesto Racconto del libro Storie di petruresi nella Forino del medioevo “Tutto partirà dalla località Torrette di Mercogliano dove è stata trovata la Pietra miliare del quarto miglio della via che collegava Abellinum a Nola”.

Il predetto reperto archeologico sarà al centro della ricerca per la scrittura del settimo racconto del libro, racconto dedicato ad un uomo importante dei nostri tempi: Papa Francesco, con la speranza di una sua visita a Montevergine e Mercogliano in occasione dei 900 anni della fondazione dell’Abbazia di Montevergine nel maggio 2023.

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